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L'Intervista

Tiferno Lerchi, Mariucci: "Annata positiva per me sotto tutti i punti di vista"

A tu per tu con il talento che vesta la maglia biancorossa e cresciuto calcisticamente a Gubbio, sua città Natale

26 Aprile 2022

Bernardo Mariucci, talento del Tiferno Lerchi

Bernardo Mariucci, talento del Tiferno Lerchi

Città di Castello è, celebre, perché fu conquistata dal duca di Valentinois Cesare Borgia nel 1502, durante la famosa congiura di Senigallia ma è rinomata, pure per aver dato lustro, nell’antica Roma, ad un personaggio molto importante nella storia: il magistrato avvocato e scrittore Plinio il Giovane. La villa di Plinio, situata a San Giustino, era chiamata Tifernum Tiberinum dai romani. Il Tiferno Lerchi, molti secoli dopo, rappresenta Città di Castello e Lerchi (sua frazione composta da circa 500 anime) nel massimo campionato dilettantistico nazionale di calcio. Uno dei calciatori che, più si identifica con il credo calcistico di questo club molto interessante (vedremo perché) è Bernardo Mariucci.

Classe 2001, Mariucci è un calciatore tuttofare, tesserato col Tiferno Lerchi da tre anni. "Sono cresciuto come atleta a Gubbio- racconta la giovane promessa biancorossa - che poi è la mia città Natale. Con l’attuale società per cui, veramente molto volentieri gioco, ho conquistato un campionato di Eccellenza quando avevo 18 anni. Per me è il secondo anno in D. Reputo la mia annata molto positiva: soprattutto perché sto ricoprendo svariati ruoli in campo".

Mariucci ha giocato da esterno basso destro, sinistro, centrale di difesa e anche mediano. "Si. Per me questa situazione è molto stimolante. Imparare ad interpretare, svariate situazione tattiche in campo, mi arricchisce tantissimo dal punto di vista puramente professionale".

Tiferno Lerchi che veste i panni della squadra umile, coesa ma soprattutto giovane: è una delle sorprese più liete del girone umbro-toscano-laziale. "Siamo un gruppo di prospettiva - prosegue il talento bianco rosso - la filosofia del club è chiara; si punta alla valorizzazione del vivaio e, alla sua crescita, attraverso la prima squadra. Per un ragazzo, credo proprio che, il Tiferno rappresenti una grande opportunità: per me ad esempio lo è: posso affermarlo con grande fierezza".

Non è facile per una rosa tendenzialmente “baby” misurarsi in stadi prestigiosi, contro compagini che hanno una grande tradizione calcistica, in Italia. "No. Però è pur vero che non ci può essere crescita senza quelle sfide, chiamiamoli pure step, necessari per acquisire in fretta, le responsabilità che, un gioco molto competitivo a certi livelli come il calcio, impone".

Un pensiero giusto e condivisibile quello espresso dal talentino di Gubbio: del resto il calcio italiano annaspa, pure perché i ragazzi giungono ad i grandi eventi, impreparati. "Esatto - prosegue Mariucci - più che altro, nella nostra bella penisola, si fatica a fornire coraggio e buone opportunità, a chi ha talento ma paga poi, per via della carta d’identità. Servirebbe più fiducia e intraprendenza: insomma un po’ tutto il sistema ha bisogno, per me, di rimodulare una mentalità attuale che, ad oggi, non sta dando i frutti sperati".

Studioso e tifoso del Milan, Bernardo è un ragazzo che, spera di, poter far strada nel calcio. "Sono al secondo anno di Università. Adoro il Milan ed il mio calciatore preferito, seppur lo abbia visto essenzialmente nei vecchi filmati, è Paolo Maldini: in una parola, a mio modesto parere: atleta completo. Mi auguro certo di far strada nello sport che amo ma sono ben consapevole che, il percorso  è in salita poiché, a certi livelli, la concorrenza è di una qualità pazzesca".

Per il momento, questo diamante adatto a vestire più numeri di maglie, impara, metabolizza, assorbe e, a piccoli grandi passi,  avanza. "Ho giocato - conclude Mariucci - molte partite e fatto ovviamente tanta esperienza. Sono in una fascia d’età dove tutto ciò che viene è guadagnato. Non mi faccio illusioni ma sono pure consapevole di quanto valgo".

Il famoso poeta greco Pindaro del resto diceva: "Il valore di un uomo si misura alla prova dei fatti"..

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