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l'intervista

Simone Saporetti, a Ravenna per stupire "Tornato qui per il progetto"

L'esterno giallorosso ha siglato fin qui 26 reti in campionato

03 Maggio 2022

Simone Saporetti

Simone Saporetti, esterno del Ravenna

Nella città famosa per i mosaici, Ravenna, c’è un calciatore, ormai molto noto in serie D, nonostante la giovane età (è un classe 1998): Simone Saporetti. Attaccante esterno, seconda punta, Saporetti è giunto ormai alla sua definitiva consacrazione. La sua ascesa è stata letteralmente devastante. Al primo anno di D 4 reti, al secondo 7 poi 13, la stagione passata 15, durante questa fantastica cavalcata in giallorosso ne ha realizzate ben 26, di reti, e non è finita. Nonostante non sia una prima punta, Saporetti annusa l’odore del goal e perfora reti con una facilità sbalorditiva: parliamo di un ventiquattrenne. "Sono tornato nella mia città,  -racconta Il bomber giallorosso- poiché mi è stato illustrato dalla proprietà, un progetto molto importante per la categoria. Ravenna ha una tradizione calcistica notevole; giocare per la propria città con un buon rendimento, induce e motiva in maniera del tutto particolare. E pure modesto questo ragazzo che, per la categoria, è una sorta di alieno sceso sul pianeta, attraversando galassie costellate di solo talento non convenzionale. "Il mister, col suo metodo di gioco, mi consente di mettere molto bene in risalto le mie peculiarità. Siamo una squadra che gioca a calcio con grande cura e attenzione ai particolari soprattutto in fase di costruzione dove cerchiamo, tutti insieme, di non buttare mai, per così dire, la palla".

L’allenatore del Ravenna non è un personaggio qualunque: nome Andrea, cognome Dossena.Ex calciatore, ha giocato in nazionale e militato in club importanti: Udinese, Napoli e addirittura Liverpool, tra le tante."Sicuramente -prosegue il numero 10 del Ravenna- la sua esperienza anche in ambito internazionale, rappresenta per noi un fattore molto importante su cui, facciamo leva, per migliorare e rendere così, in maniera ottimale, sul terreno di gioco sia durante gli allenamenti che in partita"

Stagione del Ravenna che sta risultando molto positiva: il duello con l’altra big del calcio italiano, il Rimini, è un’inno alla bellezza. "In un altro raggruppamento, numeri alla mano, saremmo sicuramente primi. Il nostro obiettivo resta sempre quello di far bene ogni domenica. A fine stagione tireremo una riga e faremo le dovute somme: solo allora sarà tempo di bilanci".

Nel frattempo, mister doppia, abbondante cifra, volge anche uno sguardo, lecito, al futuro. "Fare il professionista nella propria città starebbe il massimo: sono tornato a Ravenna per questo motivo e con questo obiettivo nella mente".

Certo è che, un calciatore così giovane ma ricco di talento, dal rendimento monstre in un campionato tosto come la serie D, un’opportunità, forse anche due e tre, nel mondo dei professionisti, la meriterebbe eccome. "Io cerco di svolgere al meglio il mio lavoro. Il calcio italiano non attraversa una fase buona in generale. Ad un giovane dico comunque di credere sempre nelle proprie potenzialità. Attraverso il lavoro e la perseveranza poi i risultati arrivano. Anche io nei primi anni da Under ho avuto i miei snodi cruciali da intraprendere audacemente con grande fatica mentale: l’ho fatto con caparbietà e coraggio".

Ed eccolo lì ora Simone Saporetti nel suo Ravenna. Un club che ha visto passare sulla “sua” panchina Del Neri, Onofri, Cavasin, Rumignani, Santarini, Perotti, Novellino, dietro la scrivania personaggi del calibro di Beppe Marotta e, in campo bomber ma anche leggende del calcio professionistico da primo impatto, basti pensare a Cosimo Francioso, Stefan Schwoch, Andrea Silenzi e soprattutto Christian Vieri; nessuno però, nei numeri, come Saporetti: una stella eccelsa, addirittura in grado di sovvertire drasticamente il famoso detto: Nemo propheta in patria

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