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l'intervista

Giordano Fioretti: "Trastevere, abbiamo raccolto quanto seminato: vi spiego"

L’attaccante amaranto parla dopo il ko interno contro la Vastese e commenta la stagione in corso ma non solo

13 Maggio 2022

Fioretti

Giordano Fioretti (Foto ©Matteo Ferri)

Giordano Fioretti è pronto per il finale di stagione del Trastevere e dopo aver segnato tanti gol in tutte le sue avventure vuole risultare determinante anche quest’anno.

Buonasera Giordano, la lotta play-off è apertissima e voi siete reduci da un ko casalingo contro la Vastese: che partita è stata e cosa pensi della lotta per accedere alle fasi finali? Credi che il Trastevere avrebbe meritato qualcosa in più o ha meritato la vittoria la Recanatese?

"La lotta Play-Off è aperta per le altre squadre, noi già siamo dentro matematicamente. Il nostro obiettivo è rimanere secondi per affrontare i play-off nella miglior posizione, la partita con la Vastese è stata decisa da episodi, la Recanatese ha vinto meritatamente, penso che ogni squadra avrebbe potuto fare di più. Trastevere? Quello che abbiamo seminato si è raccolto, la classifica al momento dice secondo posto e secondi abbiamo meritato di essere".

Nove sconfitte in campionato sono tante per una formazione che vuole ambire ai piani altissimi: quali credi siano state le vostre problematiche incontrate durante la stagione? E quali pensi siano invece i vostri pregi ed i giocatori che hanno fatto la differenza in positivo a tuo avviso?

"Si, sono tanti i ko in campionato, questo girone è molto equilibrato sicuramente se si vuole vincere non sono numeri che devi ottenere. Credo che tutto il gruppo squadra abbia dato il massimo, il secondo posto è frutto dell’unione di intenti che c’è all’interno ma ripeto che per vincere non basta, ora vogliamo consolidare il secondo posto".

In carriera se dovessi pensare a delle persone che ti hanno insegnato qualcosa dal punto di vista umano e non solo calcistico chi ti viene in mente tra allenatori, direttori e compagni di squadra?

"Sicuramente Moreno Torricelli, ex giocatore ed allenatore che ho avuto la fortuna di avere a Figline in serie C, lo stesso Enrico Chiesa che ho avuto come compagno, questa è gente che ti lascia tanto e che ti fa crescere, sono stato fortunato ad avere la possibilità di confrontarmi con gente come loro e ultimi non per ordine di importanza cito Oscar Brevi e Cristian Bucchi, entrambi allenatori, da loro ho imparato tanto e saper quando devi parlare e quando no all’interno di un gruppo".

Quanto è importante per un calciatore costruire qualcosa che non sia legato solo al mondo del calcio giocato ma possa garantire un futuro anche extra? Tu ti stai già muovendo in tal senso?

"Importantissimo, infatti so che nell’ambito AIC c’è qualcosa che si stia muovendo nel senso che stanno creando dei sistemi per non sperperare il buono che hai guadagnato e consigliarti ad investire, questa è un’ottima cosa altrimenti le carriere sono corte e si finisce senza nulla. Io ogni tanto ci penso ma ancora poco, sono sincero: voglio ancora giocare tanto nonostante l’età, questo sport mi ha dato tanto ma ancora è forse mai ripagheró quello che mi ha dato quindi smetterò quando non riuscirò più ad alzarmi dal letto. Questo sport è lavoro, è la mia vita".

Quale è il sogno nel cassetto di Giordano Fioretti nel calcio e nella vita?

"Sono tanti nel calcio ancora fortunatamente altrimenti se non hai sogni è giusto che si cambi sport o lavoro. Nella vita, invece, essere un padre all’altezza, che è la cosa più difficile di tutte (ride, ndr)".

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