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l'intervista

Trastevere, Fazzi: "Facciamo tesoro di tutto questo"

Il tecnico analizza questi giorni difficili, ripensando anche alla stagione dei suoi 2006, da settembre allo stop

16 Marzo 2020

Alessio Fazzi, tecnico del Trastevere ©Torrisi

Alessio Fazzi, tecnico del Trastevere ©Torrisi

Alessio Fazzi, tecnico del Trastevere ©Torrisi

Non è facile rimodellare la propria quotidianità e separarsi da tanti ragazzi, pieni di sogni, con cui si condividono un'infinità di momenti. Alessio Fazzi, tecnico del Trastevere Under 14, ce lo dice chiaramente: "Ai ragazzi dico che ci vedremo presto e che non vedo l'ora di vederli, mi mancano molto perché sono parte integrante della mia vita". Difficile esser più chiari,  in un momento veramente difficile per tutto il Paese: "Stiamo vivendo una situazione molto drammatica e inaspettata. Ci coglie di sorpresa, ci toglie la nostra quotidianità, come la libertà di fare tante cose normali - prosegue - Stiamo piano piano abituandoci ad un tipo di vita pieno di vincoli. Sentio ogni giorno i miei giocatori: spiego loro di rispettare le direttive e restare a casa, svolgendo il programma di allenamento individuale. Ci raccomandiamo di mantenere le opportune distanze con le altre persone, nell'attesa che questo grande problema ormai mondiale si risolva, facendo in futuro tesoro di quello che stiamo attraversando". Ripensando al campo, l'allenatore dei 2006 di via Vitellia traccia un bilancio: "Abbiamo disputato una stagione a due velocità: siamo partiti a rilento, prendendo velocità col passare delle giornate. Il gruppo si è amalgamato, per i ragazzi era il primo approccio all'agonistica e sono maturati tanto. Prima dello stop venivamo da tre settimane fantastiche, avevamo il morale al massimo viste le tre vittorie di fila, eravamo in fiducia nonostante un inizio 2020 non proprio fortunatissimo con delle sconfitte immeritate - prosegue - Gli alti e bassi in generale ci possono stare, l'Elite è così: è il campionato più importante della regione e nulla è scontato". Fazzi chiude infine con due aneddoti: "Ricordo in particolare la fine del'ultima partita prima dello stop alle attività, con un maxi abbraccio di gruppo; poi la cena di squadra che abbiamo fatto mercoledì, dopo l'ultimo allenamento, ignari di quanto sarebbe successo".

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