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l'intervista

Accademia Frosinone, Pacini: "Entusiasmo non esaurito ma compromesso"

Le considerazioni del giovane tecnico gialloblù, sullo stop alle attività e sul clima che si respira in squadra

12 Gennaio 2021

Accademia Frosinone Pacini

Francesco Pacini, allenatore dell’Accademia Frosinone Under 14 (Foto ©Cippitelli)

Francesco Pacini, allenatore dell’Accademia Frosinone Under 14, ci ha parlato di come lui e la sua squadra stanno vivendo questo momento complicato, e delle difficoltà riscontrate in merito alle restrizioni sugli allenamenti: “Il clima ad inizio stagione era decisamente positivo, con i ragazzi c’è grande affinità e tutti avevamo voglia di lasciarci alle spalle la scorsa annata, poi dopo il secondo stop l’entusiasmo non si è esaurito, ma sicuramente è rimasto compromesso, i ragazzi si allenano con costanza, ma aspettare decisioni senza sapere come andrà è sconfortante. Noi abbiamo cercato di mantenere lo stesso stile di allenamento, anche se tante attività non sono permesse, e la mazzata finale è stata l’impossibilità di usare gli spogliatoi, qui a Frosinone, una zona fredda e piovosa, ci sono ragazzi che fanno lunghi viaggi per venire ad allenarsi, e non potersi lavare è un grosso problema. A partire dalle vacanze ci stiamo allenando da casa, l’obbiettivo è riprendere ad allenarci in presenza dopo metà gennaio”. Tuttavia, mister Pacini non si perde d’animo, ed anche davanti a serie difficoltà non perde la determinazione: “Sto vivendo questo periodo con tanta motivazione e voglia di andare avanti. La difficoltà più grande è proporre qualcosa ai ragazzi dovendoci adattare a decisioni non nostre, e quindi in alcune occasioni l’incertezza e la mancanza di soluzioni sicure si fanno sentire molto, l’impossibilità di programmare qualcosa di concreto sta mettendo a dura prova il nostro spirito”. Anche per l’Accademia Frosinone gli allenamenti individuali non sono il massimo, ma non rappresentano l’unico problema: “Non credo che praticare calcio sia conciliabile con l’indisponibilità degli spogliatoi, soprattutto in zone come la nostra, in situazioni climatiche complicate su un campo in erba naturale che tende ad infangarsi, e con ragazzi che per gli orari scolastici sono costretti ad allenarsi la sera. Inoltre, durante l’allenamento è imprescindibile il contatto fisico e la creazione di situazioni di gioco, lavorare solo sullo sviluppo fisico e tecnico a lungo andare impoverisce la crescita del ragazzo, anche se comunque bisogna cercare di trarre il meglio da questa situazione. C’è anche da precisare però che noi tecnici abbiamo un po’ travisato il concetto di allenamento individuale, perché pur non facendo esercizi situazionali, ma creando comunque circuiti con file o assembramenti, si va per forza a disattendere certe indicazioni, che se seguite alla lettera renderebbero l’allenamento ancor meno valido”. Riguardo alla necessità di un vaccino per ricominciare, Pacini ha le idee chiare: “Personalmente sono convinto che un vaccino possa essere una soluzione a lungo termine, ma nell’immediato serve un’altra strada che ci aiuti ad imparare a convivere con il virus. Se si vuole tornare in campo va previsto un programma che ci possa permettere di ripartire con continuità, come hanno fatto per i professionisti, bisogna pensarci anche per i ragazzi che stanno perdendo anni importanti della loro crescita, sia sportiva che sociale. Poi io non credo che i problemi reali della seconda ondata di Covid fossero i campionati e le partite tra ragazzi e dilettanti, serve sicuramente attenzione e premura, ma le cose pericolose erano altre”.
 
 
 

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