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dopo gara
19 Gennaio 2015
Cristiano Cabriolu
A fine gara, Lillo quasi non ci
credeva. Eppure, la sua Urbetevere è uscita dall'Anco Marzio con in
mano un pugno di mosche. Una sconfitta che brucia perchè, oltre al
sorpasso da parte del Savio, è arrivata dopo una gara letteralmente
dominata. Diametralmente opposto l'umore di Cabriolu che si gode la
bravura dei suoi, abili a soffrire e a pungere alla prima occasione,
e quel pizzico di fortuna che gli ha permesso di portare a casa una
partita che senza un Lorenzo in stato di grazia avrebbe avuto un
esito decisamente differente.
Spietati. Dopo la partita Cabriolu era
visibilmente soddisfatto. In effetti una vittoria contro questa
Urbetevere, visto poi il match, era un risultato decisamente
insperato. Il tecnico infatti non risparmia i complimenti agli
avversari: “Ci tengo a fare i complimenti all'Urbetevere che,
nonostante il risultato, ha giocato una grande gara. Abbiamo vinto
contro quella che per me è la squadra più forte dei due gironi.
Siamo stati bravi a soffrire per poi concretizzare l'occasione
avuta”. Prova di carattere dell'Ostiamare che però c'è da dire è
stata sicuramente trascinata dalla prestazione di un Lorenzo che si
dimostra ancora una volta decisivo in un big match: “Il nostro
portiere è stato senz'altro un valore aggiunto alla prova di tutta
la squadra. Ha dato un segnale importante ai compagni e una chiara
svolta alla gara”.
Lezione. Comprensibile, lo stato
d'animo di Lillo. L'allenatore, nonostante una grande prova dei suoi,
è costretto a fare i conti con la sconfitta: “Già stare sullo 0-0
dopo almeno dieci palle gol create è motivo di rammarico, la
sconfitta poi mi lascia davvero incredulo. Questo passo falso però
ci serva da lezione perchè se fosse stata una partita secca a questo
punto saremmo stati eliminati”. L'allenatore gialloblu non fa
niente per nascondere il suo disappunto e trova subito il motivo di
questo passo falso: “Questo è un gruppo che ha dimostrato di avere
qualità importanti però deve assolutamente migliorare dal punto di
vista della determinazione. Ora – chiude poi il mister –
ripartiamo dal lavoro che abbiamo sempre fatto e che ci ha permesso
di arrivare sin dove siamo oggi”.
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