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lo speciale
25 Marzo 2015
Urbetevere – Savio, parte due. Mancano quattro giorni al big
match di via della Pisana ed eccoci giunti al secondo appuntamento dello
speciale che abbiamo dedicato a questa partita. Ieri abbiamo discusso su quanto
sarà importante l’approccio, oggi invece parleremo di tattica e moduli.
Come si schiereranno le due squadre? I gialloblu
presumibilmente scenderanno in campo con un 4-3-3 mentre i blues si
schiereranno con il 4-4-2. Due sistemi di gioco “classici”, ma non per questo
facili da arginare. Il modulo adottato dal tecnico dell’Urbetevere, Gianluca
Lillo, è sicuramente quello che ti assicura una maggior copertura degli spazi
in campo e solitamente viene scelto per adottare un gioco offensivo; quello
scelto dall’allenatore del Savio, Eros Guglielmo, è un modulo molto equilibrato
che copre bene il campo soprattutto orizzontalmente e fa delle sovrapposizioni
e dei movimenti in coppia un grande punto di forza.
4-3-3: pro e contro.
Non vorremmo entrare troppo nello specifico, questi sono argomenti che
richiedono tantissimo studio. E’ chiaro però che il 4-3-3 dell’Urbetevere
garantisce molta densità al centro del campo e i tre centrocampisti
difficilmente potranno essere messi in inferiorità numerica. Giocatore
fondamentale in questo modulo è senza dubbio il vertice basso della mediana,
ovvero colui che detterà i tempi di gioco. Il numero 4, inoltre, avrà il
compito mantenere la squadra corta ed i reparti vicini, quindi solitamente
vengono scelti calciatori in grado di garantire grande intensità per tutti i
settanta minuti di gioco. Nella fase offensiva, inutile dirlo, i tre attaccanti
sono un pericolo costante per le difese avversarie, soprattutto perché tengono
impegnati tre o quattro giocatori rivali: anche in questo reparto c’è una pedina
fondamentale, il centravanti. Il numero 9 dovrà far salire la squadra, tenere
la sfera e suggerire triangolazioni sia con gli attaccanti esterni che con i
centrocampisti che si inseriscono. Ma quali sono i punti deboli di questo
modulo? Partiamo dal presupposto che un 4-3-3 studiato e interpretato alla perfezione
è un modulo difficilissimo da affrontare: con questo schieramento nulla è
lasciato al caso. Un sistema di gioco perfetto però richiede tanta, tantissima
esercitazione e nel calcio giovanile questo fattore viene trascurato per
mancanza di tempo. Ciò che probabilmente farà il Savio, quindi, è attaccare
lateralmente il centrocampo gialloblu, sfruttando i tagli degli attaccanti
sotto la difesa. Altro compito del centravanti di Guglielmo (presumibilmente
Alfonsetti) sarà quello di “galleggiare” tra la difesa e la mediana avversaria
con lo scopo di attirare a sé il centrale difensivo e favorire quindi l’inserimento
dei compagni. E’ proprio per questo motivo che l’Urbetevere dovrà essere
cortissima tra i reparti: più spazi lascerà, più i blues ne approfitteranno.
4-4-2: pro e contro.
Come abbiamo detto all’inizio, questo è un modulo molto equilibrato dove
contano parecchio i movimenti in coppia e le sovrapposizioni. Sono richiesti
quindi terzini che non si limitino soltanto a difendere, ma anche ad attaccare,
ad arrivare sul fondo e crossare per gli attaccanti. E’ richiesta quindi una
grande intesa con il laterale che si ha davanti, a cui non dovranno mancare
velocità e dribbling. Per quanto riguarda gli interni di centrocampo il
discorso cambia. Generalmente vengono scelti due giocatori opposti: uno con
caratteristiche di recupero, l’altro con ottime doti di costruzione di gioco. I
due attaccanti, infine, dovranno dialogare molto tra loro: magari un giocatore
si sistemerà al centro dell’attacco per poter sfruttare la potenza fisica, l’altro
agirà una decida di metri più indietro per puntare, dribblare, scambiare con la
punta o concludere da fuori. Cosa farà quindi l’Urbetevere per contrastare
questo modulo? Allora, innanzitutto mister Lillo, con il suo 4-3-3, chiederà sicuramente
alle punte di rientrare a centrocampo dopo aver perso palla per contrastare l’inferiorità
numerica. Per quanto riguarda la fase offensiva, l’Urbetevere per scardinare il
4-4-2 del Savio dovrà giocare soprattutto sulla velocità: capovolgimenti di
fronte a non finire, tante verticalizzazioni e rapide triangolazioni. Anche in
questo caso sarà importante far uscire dalla linea difensiva un centrale blues per
approfittare degli inserimenti dei centrocampisti o degli attaccanti esterni.
Le transizioni. Abbiamo
parlato di moduli, ruoli e movimenti, ma forse abbiamo trascurato un concetto
fondamentale, che probabilmente farà la differenza nella gara di domenica.
Parliamo della transizione, ovvero il tempo che intercorre tra la fase di
possesso e non possesso palla. Soprattutto nelle transizioni negative (quando
si passa dalla fase offensiva a quella difensiva) sarà fondamentale che i
giocatori riprendano immediatamente la posizione o diano una mano al reparto in
difficoltà. Sembra una cosa banale, ma fidatevi che questo aspetto, all’apparenza
scontato, può fare la differenza. Sacrificio, umiltà e concentrazione: tre
fattori che domenica non potranno mancare.
Domani non perdere l'approfondimento su i due calciatori più talentuosi della categoria: Bartolotta vs Alfonsetti!
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