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Vis Aurelia, Valente si racconta "Questo è il mio calcio"

L'allenatrice biancazzurra è una dei volti nuovi di via Ventura. La prima vittoria ha dato nuove certezze alla squadra

18 Ottobre 2019

Pamela Valente

Pamela Valente

Pamela Valente

La notizia era stata ampiamente annunciata in estate, con la Vis Aurelia che si è rivelata ancora una volta società aperta all'inclusione e vicina alla contemporaneità delle cose. Le donne nel calcio ormai non sono più una sparuta minoranza e stanno iniziando a prendere sempre più quota. La scelta del club è caduta quindi su Pamela Valente, allenatrice che da questa estate si sta occupando del gruppo classe 2005. “Confrontarmi con un mondo prettamente maschile non mi ha creato nessun problema – esordisce – anche perché la società mi è stata sempre accanto da quando sono arrivata e tra noi c'è piena sintonia. Arrivo dal mondo del taekwondo, ho partecipato ai raduni della nazionale e quindi sono abituata comunque ad essere in un ambiente con tanti uomini. Sono abituata a questi rapporti e devo dire che negli ultimi anni c'è stata un'evoluzione in positivo. Ogni tanto quando andiamo sui campi c'è ancora un po' di brusio, solamente da parte avversaria, perché vedono una donna sulla panchina, ma non ci faccio nemmeno caso, perché so che il mio lavoro è apprezzato dalla Vis Aurelia e quindi penso soltanto alla partita ed al bene dei ragazzi, un gruppo che ha enormi margini di crescita (già visti nella prima vittoria contro l'Honey ndr). Il calcio che io ho in testa è quello che si richiede in questo ultimo periodo, che bada molto agli spazi senza palla, con i ragazzi che sono sempre in movimento nel cercare di non abbandonarli. Diciamo che mi ispiro molto alla scuola spagnola. A questa età alcuni concetti possono sembrare complicati da assorbire, ma in realtà i ragazzi sono come delle spugne, vanno soltanto invogliati a mantenere un livello di concentrazione buono durante gli allenamenti. I risultati li vedremo alla fine”.

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