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l'intervista

Ostiamare, parla Pasqualini: "Clima triste, manca l'agonismo"

Le parole del tecnico dei lidensi, al secondo anno alla guida dei 2006: dai nuovi allenamenti, all'attesa della ripresa

17 Novembre 2020

Ostiamare, parla Pasqualini: "Clima triste, manca l'agonismo"

Manuel Pasqualini, tecnico dell'Ostiamare ©Del Gobbo

Manuel Pasqualini è stato confermato dall'Ostiamare come allenatore della classe 2006, quest'anno in Under 15 Elite. L'ex Ladispoli e Aurelio esprime le sue considerazioni partendo proprio dal suo rapporto con il club lidense: "Qui mi trovo bene, come ho sempre detto. Mi hanno accolto come membro di questa famiglia, sono al mio secondo anno e sono felice di essere in una società seria, che vuoel crescere ancora nonostante il suo attuale prestigio e che mi dà la possibilità di lavorare bene - esordisce, passando poi a parlare della prima parte di stagione - Abbiamo disputato due partite, nelle quali i miei ragazzi hanno dimostrato di aver assimilato i concetti di gioco su cui avevamo lavorato in estate. Ora in settimana si respira un'aria triste, questi allenamenti individuali permettono sì ai ragazzi di mantenersi in forma, ma manca il clima d'agonismo e del campionato". Facile immaginare, purtroppo, i pensieri e le preoccupazioni di tanti giovani atleti: "Questo è un periodo molto incerto, perché giorno dopo giorno vedo i miei ragazzi demoralizzati, mi chiedono sistematicamente quando ci sarà la ripresa del campionato o quantomeno la possibilità di giocare una partita - spiega il mister - Credo che questi allenamenti individuali nel settore giovanile debbano essere intesi come un mezzo per migliorare alcuni aspetti. Con i miei gruppi amo principalmente lavorare a livello globale, mai sul singolo, questo può far capire l'approccio di queste settimane, anche perché il calcio è uno sport di squadra". Con la speranza di ripartire al più presto: "Resto a disposizione come tutti gli altri addetti ai lavori del settore e mi rimetto alle regole che vengono emanate - chiude Pasqualini - Ci auguriamo tutti quanti di tornare quanto prima alla normalità perché ci mancano le sfide sane e soprattutto il cercare di divertirci tutti insieme".

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