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Atletico Terme Fiuggi, Coccia: "Lo sport ha bisogno di certezze"

Le parole del giovane tecnico rossoblù, ex Frosinone, riguardo l'attuale panorama del movimento dilettantistico

18 Novembre 2020

Atletico Terme Fiuggi, Coccia: "Lo sport ha bisogno di certezze"

Cristiano Coccia

"Fiuggi è una realtà nuova, ambiziosa e con tanta voglia di affermazione". Parole chiare quelle con cui Cristiano Coccia racconta la sua nuova avventura in qualità di allenatore dell'Under 15 dell'Atletico Terme Fiuggi: "I ragazzi sono ben consapevoli di questa opportunità e già da quest'estate la società si è mossa con molta determinazione per allestire delle rose all'altezza. Personalmente essendo del posto non posso che essere determinato per questo nuovo progetto: ho già lavorato qui prima di passare 4 anni nel Frosinone e grazie ad Alessandro Ambrosi, persona rara nel calcio per competenze e doti umane, questa società crescerà nel migliore dei modi. Per quanto riguarda i ragazzi e la settimana di lavoro, prima di questo periodo delicato si sono allenati molto bene e con determinazione. Adesso stanno un po' risentendo della situazione attuale, della paura 'legittima' che si respira in tutta Italia soprattutto tra i genitori che sono molto reticenti anche con le nuove modalità di allenamento". Ecco, il giovane tecnico passa poi ad analizzare il nuovo format delle sedute ed anche la situazione generale che stiamo attraversando: "Sto vivendo questo periodo con molta amarezza e penso che il calcio sia di secondaria importanza rispetto al resto delle cose, la salute e la prevenzione sono le cose più importanti in questo momento. Speriamo se ne esca il prima possibile, così da poter tornare a lavorare nel migliore dei modi, anche sul campo e durante la settimana. Ora ci sono questi allenamenti individuali e se è il massimo che si può fare, si deve accettare. Già diversi metodi di allenamento prevedono di per sé esercitazi analitici, individuali, con rapporto 1:1 giocatore-palla - spiega, aggiungendo poi - Io sono per la sicurezza a prescindere, per evitare anche il minimo contagio, capisco però l'amarezza e la rabbia di tanti presidenti o responsabili che hanno visto diminuire gli iscritti e il fatturato, come capisco l'incertezza economica che dovranno affrontare gli allenatori e tutti gli addetti ai lavori". Infine, uno sguardo al futuro prossimo: "Il vaccino sarebbe la soluzione a tutto. Nel frattempo però, si potrebbe dare alle società la possibilità di sgravi fiscali o di controllare direttamente gli atleti con sconti e tamponi a prezzi ragionevoli, anche alla portata economica dei genitori. Anche il movimento sportivo ha bisogno di certezze, come tanti altre categorie di lavoratori".

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