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l'intervista

Empire, Bottini "Abbiamo fatto capire ai ragazzi cosa conta veramente"

Parola al tecnico biancoverde che con il suo gruppo si è trovato a giocare due partite nel corso di un anno

21 Aprile 2021

Empire

Francesco Bottini insieme al suo gruppo

Le fasce d'età più basse sono quelle che in termini psicologici e di crescita hanno subito un po' di più lo stop dei campionati, che si va ad aggiungere a tutta quella serie di limitazioni che stiamo vivendo da un anno a questa parte. Non tutto però deve essere preso come una sconfitta, anzi, è da questa condizione di relativa difficoltà che bisogna trovare la forza ed il modo per emergere in altro modo, lavorando su se stessi. Un concetto che non è alieno in casa Empire, anche nel gruppo classe 2006 che, nel volgere di un anno solare e poco più ha disputato solamente 7 partite. Poco, davvero poco, ma il gruppo allenato da Francesco Bottini non ha affatto mollato, guidato dal tecnico e dal club "La società durante tutto questo anno è stata fondamentale, dando ai ragazzi la possibilità di vedere un futuro che c'è, nonostante tutto. Ci ha messo sempre a disposizione materiale nuovo per gli allenamenti, ci fa allenare su un campo splendido ed è vicina alla squadra per ogni necessità. Questo è stato riconosciuto ed apprezzato dai ragazzi e dalle famiglie. Non essendoci le partite abbiamo investito sugli allenamenti, ribaltando il concetto. Abbiamo insegnato ai ragazzi che la loro performance doveva essere prodotta e migliorata all'interno delle varie sessioni e questo concetto da loro è stato ben assorbito. Per una squadra che ha fatto un campionato provinciale sarebbe stato più semplice vivacchiare in assenza del campionato, ed invece il loro impegno è stato massimo ed ho notato una buona crescita che mi ha regalato tanta soddisfazione. Ogni ragazzo si è misurato con se stesso alzando l'asticella dell'impegno. La nostra filosofia è sta quella di far capire loro che, nonostante tutto, hanno la fortuna di potersi allenare e di praticare sport, rispetto magari ad altre realtà dove non solo si sentono le difficoltà della pandemia, ma c'è assenza di strutture e di capacità, hanno quindi capito cosa conta davvero. E' chiaro poi che tutte le prove ed i miglioramenti che hanno avuto non sono stati misurati con un avversario, ma per ora questo non è un problema. Guardando al futuro io spero che ci sia un congelamento della categoria, anche se è qualcosa di complicato da attuare, perché purtroppo per questi ragazzi usciti dalla scuola calcio il campionato nell'ultimo anno è durato soltanto sette partite".

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