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Football and fun: Carincilandia spettacolo a cielo aperto

La vittoria di domenica contro il Crotone e i concomitanti passi falsi di Napoli e Pescara hanno riconsegnato lo scettro di capolista al Frosinone, padrone del bel gioco

04 Febbraio 2020

L'allenatore della capolista, Lorenzo Carinci ©DeCesaris

L'allenatore della capolista, Lorenzo Carinci ©DeCesaris

L'allenatore della capolista, Lorenzo Carinci ©DeCesaris Una lezione di caparbietà, di fiducia in se stessi, di ottimismo prima ancora che di calcio. Nel suo personalissimo giardino dell'Eden il Frosinone torna la macchina da guerra che l'Italia ha imparato ad apprezzare da settembre e resetta i piccoli fantasmi dell'amaro risultato di Pescara, ribaltando di nuovo le gerarchie in una domenca da flipper-soccer. I "figli di Pitagora" del Crotone rovesciati dall'Eureka-football di Galli, Russo, Cipolla, D'Andrea & Co. Questi i "Fab Four" spaccapartita: centrocampo e fase realizzativa da rullo compressore, caterpillar.


Taumaturgo Carinci: talenti da museum

La tensione al momento giusto la trasformi in adrenalina. È un meccanismo bellissimo che ti spinge a fare le cose per bene. Anzi, benissimo: l'1-0 del fenomenale Alessio D'Andrea è un'azione pazzesca, stand out, fuori da ogni discorso logico. Quasi da playstation, joystick installato nei muscoli e un'accelerazione palla al piede incredibile. Dopo un altro tempo esatto di gioco arriva il raddoppio di Tommaso Coletta e la performance collettiva dei giallazzurri lascia estremamente soddisfatti. In panchina siede un taumaturgo: dal greco, colui che compie atti prodigiosi. E i ragazzi rispondono a un piano preciso, coraggioso, stimolante e in continua curva ascensionale. Ci sono i giochisti, da Arrigo Sacchi a Gian Piero Gasperini, e i risultatisti, da Fabio Capello a Massimiliano Allegri. In questo senso la figura di Lorenzo Carinci che, dopo diciassette giornate ha portato il Frosinone sul trono, si inquadra nel ruolo di normalizzatore, a metà tra i due poli opposti, con predominanza del game rispetto allo score. Perché le squadre che ha allenato hanno espresso sempre un bel calcio, fatto di difesa attenta, pressing alto, raddoppi e gran fraseggio nello stretto, mezzali mobili, attaccanti dinamici e inserimenti da tutti. Molti non lo sapranno: tre stagioni fa con l'Under 15 di Edoardo Piacentini, Ludovico Potenziani, Gabriele Bracaglia, ecc. i playoff sono sfumati proprio nei match contro le "piccole". Oggi lo Special Coach ciociaro ha ancora una volta tra le mani un set di diamanti e un calcio smart e casual che sembra spuntato dalla matita di un'artista, da esporre si spera fino a maggio nel "Museo Italia". 

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