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Lazio, uno sguardo ai reparti: il centrocampo di Rocchi

Andiamo a vedere, attraverso i numeri e le prestazioni, l'andamento del centrocampo laziale

27 Marzo 2020

Lazio, uno sguardo ai reparti: il centrocampo di Rocchi

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Dopo aver parlato dell'attacco biancoceleste, non si può non aprire una grande parentesi sul centrocampo. Un reparto che si è reinventato più volte nel corso della stagione, spesso per infortuni o casi eccezionali, ma che nonostante tutto è rimasto fedele alla sua struttura a 3. Poi gli interpreti hanno girato, ma la base è rimasta quella. E allora andiamo a vedere quali sono i protagonisti del reparto fulcro della squadra laziale. Partiamo dal gioiellino portato in estate da Bianchessi: Antonio Troise. Il giovane calciatore partenopeo non ha avuto bisogno di adattarsi al nuovo ambiente, alla nuova città, ai nuovi compagni. È entrato fin da subito, con la testa e con le gambe nel progetto Lazio. Ma soprattutto è entrato con i piedi. Una qualità di tocco e di calcio da ammirare, con le punizioni che sono il vero fiore all'occhiello di un repertorio abbastanza ampio. Una mezz'ala box to box, capace però di mettersi a disposizione del mister, come dimostra il suo variare posizione in caso di necessità (ha dovuto fare persino l'attaccante in qualche occasione). Di passi per arrivare in alto ce ne sono peró ancora tanti da fare. In primis il gioco con i compagni, una discrimante che alcune volte lo condanna a specchiarsi troppo. Un aspetto che sicuramente dovrà migliorare se vuole fare il salto. A dirigere l'orchestra invece c'è Nazzaro. L'ex Lodigiani con il tempo si è preso le chiavi del centrocampo, gestendo la manovra, che parte spesso dai suoi piedi. Elegante e con tempi di gioco molto importanti. Il fisico brevilineo puó non aiutare, ma sopperisce con una buonissima tecnica. Dove si può migliorare: sulle letture, specialmente in fase difensiva, dove ogni tanto può andare in sofferenza, specialmente quando è costretto a correre all'indietro. Da Nazzaro si passa a Di Venanzio. Giocatore polivalente: può giocare da mezz'ala, come da trequartista. Fisico importante e velocità di gambe nello stretto. Un giocatore sul quale Rocchi fa cieco affidamento, soprattutto per l'apporto in fase di gestione del pallone. Fa spesso la staffetta con Di Tommaso. Giocatore forse più offensivo, capace anche di dare lo strappo quando serve ed è per questo che subentrando può fare la differenza. Nel corso dell'anno poi hanno acquistato sempre più importanza altri due giocatori, Giubrone e Oliva. Il primo ha riscoperto diversi ruoli, non ultimo quello di centrocampista centrale, che nell'ultima partita giocata con il Parma gli ha consentito anche di andare in rete con un meraviglioso gol. La tecnica sicuramente non gli manca, serve solamente trovare una identità ben precisa. Oliva invece è la classica trottola impazzita. Te lo ritrovi sempre alle calcagna, un guerriero pronto per la battaglia, che non molla un centimetro e non indietreggia davanti a nessuno. Sicuramente il centrocampo è il reparto più fornito della squadra di Rocchi e quello da cui è passata gran parte della stagione. 

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