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Martino Coriano: il treno dei desideri incanta a Frosinone

Il terzino sinistro giallazzurro è tra i più impiegati da Lorenzo Carinci. Carattere, atletismo, visione di gioco e la scintilla del 14 maggio 2019

11 Aprile 2020

Matteo Martino Coirano in azione contro il Crotone

Matteo Martino Coirano in azione contro il Crotone

Matteo Martino Coirano in azione contro il Crotone

Quanti di noi, durante l’infanzia, si mettevano a giocare a calcio in salotto, fantasticando la rete di San Siro, dell'Olimpico o del Maracanã tra gli stipiti delle porte? Magari con una palla bucata di quelle leggerissime che spiccavano il volo e se rompevano un vaso la mamma ci inseguiva ed erano guai. Dipende poi dal figlio: perché se hai tra le mani la fortuna di crescere un talento che sin dai primi calci all'ombra del Colosseo, firma una domanda di ammissione al Pantheon del football e corre imprendibile dietro il suo giocattolo preferito, allora quell'oggetto frammentato lo aggiusterai e ti strapperà un sorriso. Matteo Martino Coriano la freccia giallazzurra di Carincilandia, rincorre da una vita gli avversari e la maglia del Frosinone l'ha conquistata di sabato pomeriggio, nei quarti di finale playoff 2019.


L'inizio della storia: 14 maggio 2019 nel segno di MCC

Lo sport insegna che se ti trovi davanti una montagna da scalare, allora devi procedere passo dopo passo e affrontare gli ostacoli con determinazione, come se fossero piccoli dossi sulla strada verso il successo. Matteo culla il sogno comune a tantissimi altri ragazzi: giocare il più possibile e magari raggiungere la vetta. Coraggio, altruismo, fantasia i tre elementi della Leva calcistica della classe '68 dei quali MCC è ben fornito da sempre. Da quando, all'età di 6 anni inizia a giocare all'oratorio di San Pietro con la Petriana in una cornice mozzafiato: dal campo, infatti, si intravede il magico Cupolone e Matteo si mette subito alla prova. Vuole diventare protagonista e ci riesce: quasi un anno fa, il 14 maggio 2019, alla Città dello Sport il Frosinone di Lorenzo Carinci sfida l'Urbetevere di Valerio Cicchetti per un posto in semifinale contro la Lazio. In campo c'è anche Martino Coriano e figura tra i migliori. Tre stagioni indimenticabili, una partita memorabile che rappresenta la passaporta per il salto nel professionismo. Sliding door incredibile, proprio a Frosinone, la città dei suoi sogni. Cultura del lavoro, dedizione, sacrificio. Una fede incrollabile in se stesso per un presente radioso e un futuro tutto da scrivere, resi possibili da un passato costituito da grande impegno, talento e temperamento. 


Da Goleador a Lokomotor, padrone della fascia

Del resto, le radici nella Capitale rendono il calcio il prolungamento naturale dell'identità di Matteo che oggi si fa apprezzare per fiato e ritmo da mezzofondista, ma quanti non conoscono a fondo la sua storia, devono sapere che di gol ne ha realizzati tantissimi perché prima giocava in target zone, con ottime percentuali realizzative. Un giorno, il primo allenatore dell'Urbetevere rovescia il copione: "Sei sprecato per stare lì davanti. Corri il triplo degli altri. Devi arare la fascia sinistra avanti e indietro".  Da gol machine a top runner, top warrior, top worker. ll tipo che lavora, che suda, che lotta. Chilometri scaricati da un lato all'altro e pioggia di cross per gli attaccanti. Staziona lontano dai riflettori, poco social al triplice fischio delle innumerevoli vittorie conquistate da settembre. Un cambiamento di ruoli che ha aperto grandiose opportunità ed è stato un segnale di intelligenza e umiltà. Il tempo sarà giudice sovrano, ma un assioma vale per tutti, in particolare per esempi positivi come Matteo Martino Coriano: si ispira a Jordi Alba e sa riconoscere chi ha creduto in lui dal primo momento e l'ha educato con valori inestimabili. Prendere nota: se continua così, diventerà davvero qualcuno. MMC fa impazzire gli esteti, gli appassionati del kick and rush (calcia e corri), quelli che notano chi non si risparmia per uno scatto, una chiusura, un ripiegamento difensivo in più. Matteo continua a correre sotto lo sguardo fiero del padre Antonio e guarda avanti. Uno così non avrebbe paura nemmeno di sfidare i leoni del Colosseo.  Chi non dà tutto, non dà niente. Lezione del "Mago" Helenio Herrera. In attesa delle prossime magìe della freccia ciociara.








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