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Lazio, la classe operaia va in paradiso. Alessandro Polito corona la sua crescita

Ingresso importante e gol per il giocatore biancoceleste nella sfida contro il Napoli, che ha certificato il percorso di miglioramento importante dell'esterno capitolino

04 Aprile 2022

Alessandro Polito

Alessandro Polito, in gol contro il Napoli (Foto ©Cervera)

La voglia di emergere, di crescere continuamente nel momento più adatto. L’arte di conoscere quale sarà il proprio momento, aspettarlo in silenzio senza smettere di lavorare, fino a conquistarsi le luci dei riflettori. Sabato si è concluso il percorso di uno dei giocatori in questo momento più importanti per la Lazio: Alessandro Polito. L’esterno biancoceleste nei mesi trascorsi è stata una pedina chiave nello scacchiere tattico di Gonini. Viste le assenze di Formisano e Bongiorno il mister capitolino ha usufruito spesso del classe 2007, facendolo galoppare sulla destra come quinto di centrocampo, sia con compiti di spinta, ma anche con assegnazioni difensive. Dopo esser entrato in punta di piedi, Polito ha pian piano cominciato a far valere tutte le sue qualità, rivelandosi un’alternativa di ottimo livello. Già nel derby sul piano emotivo fu uno dei pochi a non sentire eccessivamente la stracittadina, provando quanto meno dalla sua corsia a creare occasioni importanti. Nel pari con il Frosinone dal suo piede nasce l’assist preciso per il gol del vantaggio di Carbone, poi pareggiato dal rigore di Fiorito. Nel corso delle settimane l’aquila non ha mai sfigurato ogni volta che si è puntato su di lei, aprendo nuovi scenari per Gonini. Difatti quest’anno spesso una delle problematiche principali della rosa laziale è stata la profondità, causa una panchina mai troppo impattante e decisiva nei momenti clou, non riuscendo a cambiare l’inerzia della gara. Polito invece ha invertito totalmente questa tendenza. Con il rientro dei titolari, il tecnico delle aquile è tornato a rimetterlo a gara in corso, e l’esterno ha risposto presente. Subentrato al posto di Miconi ha dato subito un altro sprint al ritmo offensivo, nonostante fosse stato dirottato sulla fascia sinistra, quella non di sua tipica competenza. Nel minuto cruciale si è fatto trovare pronto, un giro di lancette dopo la rete partenopea, la sfera è arrivata da lui dopo un buon lavoro di Fazio in area, e grazie ad un mancino imprendibile ha gonfiato l’incrocio dei pali. Grande esultanza per tutti in casa Lazio, ma soprattutto per lui, che si è formato, costruito solo con il duro lavoro nel tempo; fino a giungere ai giorni d’oggi, in cui ricopre senza dubbio un ruolo fondamentale nella squadra capitolina.

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