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L'intervista

Tor Tre Teste, Contaldo: "Mi mancano già i miei ragazzi"

Il tecnico della capolista rossoblù esprime le sue sensazioni ed emozioni in un periodo particolare impossibile da preventivare

10 Marzo 2020

(©D'Offizi)

(©D'Offizi)

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Dopo la vittoria con il Racing Club nell'ultima giornata di campionato disputata, la Tor Tre Teste ha dovuto fermarsi, come tutti. Una situazione non semplice da affrontare, che pone interrogativi di fronte al futuro. Resta comunque una grande stagione quella dei rossoblù di Riccardo Contaldo, in cima al proprio campionato. "Gestire un momento come questo credo sia difficile se non impossibile dal punto di vista sportivo", commenta con noi il tecnico della capolista, "Sono del parere che dobbiamo tutti attenerci alle regole imposte e soprattutto sensibilizzare i ragazzi nel cercare di limitare al massimo le uscite di gruppo, soprattutto dopo le ultime misure restrittive adottate. Ci troviamo di fronte a qualcosa di impensabile e inimmaginabile a inizio stagione e che sicuramente ci destabilizza... perché noi viviamo di calcio, di allenamento, di competizioni, di gruppo e di tutte le emozioni che questo sport ci riserva". Un'amarezza, quella dell'allenatore della Tor Tre Teste che ancor di più rinforza la volontà di rispettare il più scrupolosamente possibile le disposizioni. "Assolutamente sì, quanto più ci atterremo alle regole e al buonsenso, tanto più si limiterà il contagio e diminuiranno I tempi di blocco delle attività". Il rispetto delle regole, poi, non impedisce del tutto il lavoro della squadra. "Con i ragazzi ci sentiamo costantemente sui gruppi whatsapp, hanno tutti un programma di allenamento da seguire e svolgere singolarmente con le dovute precauzioni. Mantenersi in contatto, anche con lo staff, è importantissimo, anche per tenere vive le emozioni e lo stato d'animo positivo in attesa di riprendere tutto nella normalità". La malinconia del rettangolo verde già si fa sentire. "Dire che non vediamo l'ora di ricominciare è scontato e superfluo ma in questo momento le priorità sono giustamente altre. Se voglio dire qualcosa ai miei ragazzi? Quello che mi sento di dire loro, anche se è pochissimo tempo che non viviamo il campo, è che mi mancano in tutto e per tutto. Le emozioni vissute con loro, le gioie e le arrabbiature comprese. Dopo un po' di tempo si crea una sorta di innamoramento calcistico. E te ne accorgi davvero quando ne stai lontano. Speriamo si risolva tutto per il meglio".

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