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l'intervista

Urbetevere, Stirpe "Soddisfatti del cammino percorso"

Il tecnico ex Ottavia commenta la prima parte di stagione dei suoi ragazzi che non hanno incassato nemmeno un gol

05 Gennaio 2021

Armando Stirpe

Armando Stirpe, allenatore dell'Urbetevere (Foto ©Del Gobbo)

Dopo un avvio di stagione straripante, l’Urbetevere allenata dalle sapienti mani del mister Armando Stirpe, si ritrova allo stop forzato prima in classifica a punteggio pieno senza aver subito gol. L’allenatore ha voluto iniziare l’intervista spiegando il rapporto che lo lega alla società gialloblù. "L’Urbe è a tutti gli effetti una seconda famiglia. Non a caso, compresa la mia esperienza da giocatore, questa è la squadra in cui ho passato più tempo proprio perché è una società che riesce a coniugare bene sia l’aspetto organizzativo che quello qualitativo con alla base forti valori umani". In merito all’avvio di stagione e alla situazione che vive la squadra durante questo periodo di difficoltà, Stirpe dichiara: "Siamo ripartiti alla grande in campionato dopo un’attenta analisi degli errori commessi nel torneo Beppe Viola. Ci reputiamo soddisfatti sia sotto l’aspetto dei risultati che del gioco espresso. Dopo questa pausa è diventato ancor più difficile svolgere gli allenamenti. Si respira un’aria satura di stanchezza mentale dettata dal fatto che gli allenamenti vertono sull’individualità e non più sulle circostanze e sulle situazioni che possono avvenire in una partita". Con l’imminente entrata in vigore del decreto che permetterà dal 15 gennaio di svolgere gli allenamenti collettivi, il mister commenta così: "Il passaggio da allenamento individuale a collettivo è fondamentale per approcciare di nuovo le situazioni di gioco. L’allenamento singolo non tocca l’aspetto fondamentale del calcio ovvero la scelta repentina della giocata, inoltre in un allenamento collettivo vengono toccate tutte quelle sfaccettature che riguardano la costruzione del gioco le tecniche sia singole che della squadra e soprattutto l’aspetto agonistico che va allenato duramente attraverso situazioni di duelli aerei o cdi uno contro uno. L’allenamento collettivo tocca molto l’empatia del gruppo e fa crescere individualmente ogni singolo giocatore". Con l’inizio di febbraio, si spera in un ipotetico ritorno in campo, il mister ci tiene a mandare un forte messaggio alla squadra: "Ai miei ragazzi chiedo di rimanere lucidi e di resettare quanto di buono fatto all’avvio di campionato. Questa sosta così lunga e priva di allenamenti completi ci mette di fronte moltissime incognite sia su noi stessi che sui nostri avversari. Partiremo con due partite in casa consecutive e questa sarà sicuramente un aspetto che potrebbe agevolarci, noi continueremo a ragionare partita dopo partita con l’auspicio di fare bene". Alla domanda riguardante una possibile convivenza tra il calcio giocato e il Covid, l’allenatore dell’Urbe ha risposto: "A parer mio, il calcio può convivere con il virus a patto che vengano rispettate le normative imposte dalla Federazione. Il vaccino, proteggendo le fasce più deboli, aiuta tutto il movimento anche se personalmente opterei per dei tamponi rapidi per fermare i singoli giocatori e non tutte le partite".

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