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DOPO GARA

Roma, Falsini non ha dubbi "Lavorare per il primo posto"

L'allenatore giallorosso valuta positiva la prestazione con il Frosinone. Al rientro dalla sosta, big match col Napoli

26 Marzo 2018

AS Roma, Gianluca Falsini, ©GazReg

AS Roma, Gianluca Falsini, ©GazReg

AS Roma, Gianluca Falsini, ©GazReg

Non sono bastati 95’ a Frosinone e Roma per superarsi alla “Città dello Sport”. Pareggio come all’andata (0-0), ma un pareggio con due conferme di segno opposto: la Roma di Falsini può presentarsi allo scontro al vertice con il Napoli del dopo Pasqua, consapevole del calcio propositivo espresso anche ieri nel derby e che soltanto la bravura di Renzi – sostituto dello squalificato Salvati – le ha negato i tre punti. L'allenatore aretino dei giallorossi scopre le carte sull'obiettivo della sua squadra: il primo posto, e poi nei playoff compiere quello step per ottenere le vittorie, aspetto importante per il tecnico giallorosso in uno sport come il calcio. 


"Sicuramente fino agli 85 metri abbiamo fatto noi la partita, abbiamo sviluppato un gioco importante contro una squadra forte. Gli ultimi quindici, sedici metri ci siamo un po' persi, anche per merito del Frosinone e del suo portiere però sinceramente è un peccato giocare così bene e non concretizzare tutta questa mole di gioco, ma sono contento perché all'andata ci hanno messo più in difficoltà quindi vuol dire che siamo cresciuti. Le sconfitte servono per crescere, se prese nel verso giusto. Poi la seconda sconfitta è arrivata dopo due mesi e immeritatamente con il Crotone. Siamo contenti, dobbiamo arrivare in fondo ed essere contentissimi e quindi dobbiamo lavorare innanzitutto per arrivare primi perché in un campionato del genere secondo me ci meritiamo questa posizione, non a parole, ma a fatti. Dobbiamo far benissimo al rientro dalla sosta con il Napoli che è una formazione importante e dopo ne abbiamo altre due, ci prepareremo per i playoff dove speriamo di sviluppare ancora un gioco come oggi, soltanto più concreto. Nel settore giovanile il gioco e lo sviluppo del gioco è preponderante, però credo anche che a 16 anni si arrivi agli ultimi due, tre mesi e bisogna fargli capire che la vittoria è anche importante perché non ci dobbiamo dimenticare che all'estero i ragazzi forti di 16 anni giocano già in prima squadra; noi invece ce li teniamo in casa fino a 30 anni, è un paradosso assurdo. Abbiamo paura di far giocare uno di vent'anni, perché chissà cosa può combinare in mezzo al campo. Quelli bravi all'estero a 16 anni sono titolari nelle prime squadre. La mia squadra ha fatto dieci mesi con una mission, una certa prospettiva e adesso mancano due-tre mesi ed è giusto che impariamo a fare anche un altro piccolo saltellino a livello mentale e la vittoria è importante in questo sport e cercheremo di fare di tutto per arrivarci"

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