Cerca

focus

Alboni revolution: ecco come la sua Lazio si è riscoperta grande

L'Under 16 biancoceleste è la rivelazione di questo girone d'andata, scopriamo come il tecnico ha ricostruito un gruppo reduce da un'annata da dimenticare

19 Dicembre 2018

Stagione da urlo per la Lazio Under 16 ©DelGobbo

Stagione da urlo per la Lazio Under 16 ©DelGobbo

Stagione da urlo per la Lazio Under 16 ©DelGobbo

Il 3-2 al Genoa, sin qui, è stato forse il punto più alto della stagione dell'Under 16 della Lazio. Un'autentica impresa, valsa il secondo posto in classifica con tanto di sorpasso proprio ai danni dei rossoblu. Un exploit dietro al quale si nasconde un'autentica rivoluzione e grazie alla quale un gruppo reduce da un anonimo ottavo posto nell'Under 15 è ora ai vertici della propria categoria.



Marco Alboni (©Del Gobbo)Testa Per capire sino in fondo il lavoro fatto dal tecnico Alboni basta guardare ad un episodio in particolare accaduto nell'ultimo ed eclatante successo. La Lazio agguanta il 2-2 e, la prima cosa che hanno fatto i giovani biancocelesti, è stata quella di raccogliere il pallone dal fondo della rete per riportarlo a centrocampo. Gesto che sintetizza al meglio la mentalità che il tecnico ha instaurato in una squadra ansiosa di andarsi a prendere la vittoria. Un lavoro costante e certosino quello di Alboni che ha ricostruito autostima e tempra morale di una squadra che, non dimentichiamocelo, era reduce da un'annata da dimenticare com'era stata quella nell'Under 15, chiusa con un anonimo ottavo posto.



Campo Tra il voler fare il 3-2 e realizzarlo c'è però una bella differenza. La rivoluzione di Alboni passa infatti, oltre che per la testa dei suoi ragazzi, anche se non soprattutto per il campo. Un lavoro certosino, quasi maniacale, svolto durante la settimana. Tattica, fase di possesso e capacità di palleggio. Questi i cardini su cui Alboni ha voluto costruire la sua nuova Lazio. Una rivoluzione appunto considerando quanto questo stesso gruppo aveva mostrato nell'Under 15. L'anno scorso i biancocelesti giocavano spesso di rimessa, aspettando anziché aggredire. Un cambio d'abito radicale, anche nel modulo con Rocchi che partito con la difesa a 4 si è poi rifugiato in una più coperta difesa a 3, o a 5 sarebbe meglio dire. Adesso c'è invece una Lazio decisamente più audace e che mira a portare quanti più uomini possibili nella metà campo avversaria. Solo in casa della Cremonese Alboni è passato ad una difesa a 3, ma per chiarire lo spiccato spirito offensivo che ora incarna l'Under 16 biancoceleste basta analizzare la formazione per notare come i 2 esterni fossero Castigliani e Marinacci, 2 che di mestiere fanno gli attaccanti.



Mancino e Zaghini, 2 dei nuovi arrivati ©DelGobbo

Individualità In estate, c'è da dire, Bianchessi ha lavorato per puntellare la squadra. Sono arrivati rinforzi preziosi come Riosa (attuale capocannoniere della squadra), Zaghini e il terzetto di ex Roma quali Mancino, Ferrante e Petrucci. Gli innesti non devono però sminuire l'apporto di un tecnico che ha saputo plasmare i nuovi arrivati inserendoli al meglio nel contesto a sua disposizione. Un esempio è quello di Zaghini con l'ex Cesena trasformato da Alboni da roccioso difensore centrale a vertice basso del suo centrocampo, dove grazie ad una fisicità importante è diventato un frangiflutti fondamentale. La rivoluzione non si è però fermata ai nuovi arrivati perchè anche Castigliani sta vivendo un momento magico. La sua metamorfosi lo ha visto passare da centravanti ad esterno d'attacco con i numeri che parlano chiaro: 4 gol e 6 assist nelle 12 gare sin qui giocate.



La rivoluzione è appena iniziata ma sta ora alla Lazio stessa portarla avanti. Perchè se è vero che alboni ha fatto un gran lavoro, è anche vero che la fame e la voglia di sentirsi finalmente importanti, fino a qui sono stati la scintilla fondamentale di una stagione che però è ancora lunga.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE