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Dalla terra dell'Orso al Frosinone: il mondo di Luca Benacquista

Alla scoperta del centrale giallazzurro, dai primi calci in collina al salto nel professionismo. Originario di Campoli Appennino e pilastro della squadra di Galluzzo

25 Febbraio 2020

Frosinone, Luca Benacquista

Frosinone, Luca Benacquista

Frosinone, Luca Benacquista

Campoli Appennino. Nel cuore del confine tra Lazio e Abruzzo. Nella tranquillità delle montagne che fanno capolino alla finestra quando al mattino ti svegli e respiri aria pura a pieni polmoni. Colazione con pane, ricotta e fantasia, a un passo dal cielo. Luca Benacquista arriva al Frosinone dalla corsia di sorpasso. Dai campi di terra e sassi, di scivolate e graffi, gioie e dolori, incertezze e insidie. I tornanti sono la traiettoria che percorre da sempre, la strada per arrivare a casa è in salita. Un giorno, all'età di 3 anni, il padre Loris disegna con lo spray rosso una porta sul muro di cinta: per Luca rappresenta l'Arco di Trionfo, la galleria dei sogni dalla quale, in una sorta di gioco prismatico, anno dopo anno si allontana e migliora. Gli inizi sul campetto di paese con il nonno, il primo assaggio di calcio vero nel Sora allenato da Nico Lucente e Danilo Capobianco. C'è tempo, in fondo tutti hanno la loro montagna e se ti iscrivi a Oxford e con il passare delle lezioni sei tra gli studenti più brillanti del nuovo corso, nessun esame può spaventarti. Oggi Benacquista è uno dei pilastri difensivi del team allenato da Giorgio Galluzzo e domenica contro il Trapani ha dimostrato che il "Parco del Calcio Nazionale" è l'habitat dove si diverte e cresce a dismisura. 


Totem Natura: i segreti di Luca

Oumar sembra il classico attaccante debordante di genetica Kalenji, un panteron. LB, dal temperamento algido, adatta cadenze e movimenti alle caratteristiche dell'avversario e lo azzerra, lo annulla per tutto il primo tempo. Ora il campionato riserva pochi segreti e gli errori delle precedenti prestazioni sono stati fondamentali: hanno dato lo spunto per migliorarsi. E migliorare è bellissimo come l'ambiente che ha visto Luca muovere i primi passi dietro a un pallone: i valori della famiglia trasformati nella propria testa in sacrifici ulteriori, il gustare ogni giorno il latte di capra, i formaggi; aiutare il papà nel controllo qualità dei prodotti. Il contatto con la natura è l'unicità del nuovo "Ministro della Difesa" giallazzurro che ora ha raggiunto un adattamento congeniale ai nuovi codici. 


From zero to hero, dai provinciali al sogno dei prof

"Papà, ci trattano come giocatori di Serie A". Lo stupore, la meraviglia, la genuinità dei ragazzi. Di un ragazzo catapultato come in "Ritorno al futuro" in una dimensione straordinaria, unica, mozzafiato. Le parole di Luca, il giorno della prima trasferta a Lecce, sublimano l'essenza di realizzare un sogno. Chissà quali emozioni balenavano nella testa del "Bena" alla vigilia della stagione. Ha scalato un Gran Sasso personale, è emerso tra tanti iniziando non dal centro del planisfero calcistico, ma dalla periferia. Credendoci più di chiunque altro, guidato da Luca Galuppi nell'Accademia Frosinone e perennemente supportato dalla bussola dei valori per andare avanti e indietro, tra lanci, contrasti, duelli vinti e palloni recuperati. Per poi tornare a casa dal suo migliore amico: il cagnolone che lo accompagna ovunque e gioca con la palla. Il fedele amico di mille allenamenti. Sgorgati da quella porta di fantasia, ormai storia divenuta realtà.
















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