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Lazio, come questa stagione ha trasformato Mancini

Il giocatore biancoceleste aveva iniziato da difensore, ma nelle ultime uscite si è reinventato centrocampista

10 Marzo 2020

Mancini @DeCesaris

Mancini @DeCesaris

Mancini @DeCesaris

C'è un ragazzo che in questa stagione sta andando incontro ad una trasformazione. Una metamorfosi, dettata sia dalle circostanze, sia da alcune qualità che sono così polivalenti da permettere a mister Alboni di sperimentare. Stiamo parlando di Simone Mancini. Il giovane calciatore biancoceleste  è conosciuto dai più come difensore centrale e diversamente non potrebbe essere visti i suoi trascorsi. Un inizio anno nel quale, con Ruggeri e Del Mastro, aveva formato una catena di ferro nella retroguardia biancoceleste difficile da spezzare e che è stata a tutti gli effetti la base sulla quale costruire la squadra che in questa stagione stiamo ammirando. Un terzo di destra dalle caratteristiche da centrale. Si perché il piede di certo non manca a Mancini, che in fase di impostazione ha dimostrato di non temere confronti. Forse è per questa sua qualità, ma principalmente per l'evoluzione tecnico e tattica del gruppo, che Alboni ha deciso ad un certo punto del campionato di schierare la difesa a 4. Una scelta coraggiosa ma necessaria, che ha messo Mancini nelle condizioni di gestire il pallone maggiormente, consentendo alla Lazio di fare più gioco. Ma ad Alboni non bastava. Va bene gestire il pallone da dietro, ma a centrocampo? Tallini è fondamentale, ma più bravo in fase di non possesso che in quella di possesso. Che fare allora quando c'è bisogno di dominare il gioco? La risposta è stata ancora una volta Mancini. Il giovane difensore ha cambiato veste e nelle ultime uscite stagionali si è alzato di qualche metro, andando a prendere posto a centrocampo. Una scelta coraggiosa, ma che contro il Parma, ad esempio, ha fruttato. Perché non solo la tecnica, ma anche le letture di gioco hanno permesso a Mancini di trasformarsi. Gli anni da difensore sono stati infatti utili per essere decisivo anche lontano dal pallone, con chiusure intelligenti e interventi da cecchino. Una sfida quella lanciata da Alboni, che Mancino sembra avere accolto con entusiasmo. Il cambiamento è iniziato, chissà non possa essere la svolta per il Mancini del futuro. 

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