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Lazio, uno sguardo ai reparti: ecco il centrocampo

Andiamo a vedere attraverso i numeri e le prestazioni l'andamento del centrocampo della squadra biancoceleste

19 Marzo 2020

Rossi @DeCesaris

Rossi @DeCesaris

Rossi @DeCesaris

Da dove passa tutta la stagione della Lazio? Dal centrocampo. Senza mezzi termini il reparto fulcro di una squadra che gira a meraviglia. E pensare che ad inizio anno era quello al quale era dato meno credito fa sorridere. E fa sorridere soprattutto Alboni, al quale va il merito di essere riuscito a spronare tutti a dare il 120%. Carota e bastone, il metodo classico che il mister ha fatto tornare in voga per far rinascere un reparto che era in difficoltà. La particolarità? Tutti sono importanti, nessuno è fondamentale. Hanno girato tutti, ma proprio tutti, in base all'avversario da affrontare, in base alla sacrificio della settimana di allenamenti, del quale si raccolgono i frutti la domenica. Ne sono un esempio Marafini e Milani. Due giocatori che erano partiti in sordina, facendo l'altalena tra un posto in panchina e pochi minuti in campo. Pian piano però entrambi hanno alzato il livello del loro gioco. Marafini è il classico equilibratore della squadra. Utile in attacco, quanto lo è in difesa. Uno di quelli che potrebbe non rubare l'occhio, ma al quale a fine partita fai fatica a dargli un' insufficenza. Alboni lo ha spronato, lo ha spinto sempre di più e alla fine ha vinto la scommessa. Come di una scommessa si trattava Milani. Fisico imponente e una corsa che per quella statura è complicato avere. Lo scorso anno punta, non con ottimi risultati, quest'anno spostato sulla fascia. Ha saputo aspettare Milani e con il cambio di modulo (dal 3-5-2 al 4-2-3-1) chi ne ha giovato di più è proprio l'esterno destro. Un carro armato micidiale, un treno che non si ferma a nessuna stazione, se non a quella della vittoria. Tra spunti personali e ripiegamenti difensivi è diventato il vero asso nella manica di Alboni. Dalle sorprese passiamo ai punti fermi: Tallini e Rossi. Il biondo centrocampista biancoceleste è l'anima di una squadra che non molla mai. Magari tecnicamente non sarà il giocatore più forte che vedrete su un campo da calcio, ma difficilmente troverete uno con la sua stessa fame, con la sua stessa voglia di vincere. Un rullo compressore, che in mezzo al campo copre ogni tipo di buco lasciato libero dai compagni. Uno scudiero che in battaglia Alboni si porta sempre dietro. Anche per Giordano Rossi questo è stato un anno importante. Le sue qualità erano fuori discussione e grazie alle prestazioni sue, ma soprattutto di squadra è riuscito a strappare anche le prime convocazioni con la nazionale italiana. Un riconoscimento giusto per un geometra del calcio, capace di servire i compagni e allo stesso tempo di andare in porta con inserimenti di qualità altissima. Aa confermarlo il numero dei gol, 6, che ne fanno il centrocampista più prolifico tra i biancocelesti. Un reparto fornito, nel quale anche chi gioca di meno quando in campo riesce a dare un contributo importante. Se questa stagione è fantastica, il merito è soprattutto del centrocampo.

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