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Alfonso Zizzania, il Ragno di Castellammare n°1 del Frosinone

La storia del portiere giallazzurro. Dagli inizi come attaccante, all'esperienza di Napoli fino in Ciociaria. Con il nonno Pietro sempre nel cuore

22 Marzo 2020

Zizzania nel derby di Trigoria ©StefanoD'Offizi

Zizzania nel derby di Trigoria ©StefanoD'Offizi

Zizzania nel derby di Trigoria ©StefanoD'Offizi

La forza dei grandissimi, in qualsiasi sfaccettatura dell'umanità, è sempre stata l'ebbrezza che ha acceso i cuori degli spettatori appassionati. Il primo uomo sulla Luna, il primo maratoneta sotto le due ore, il primo ciclista a vincere nello stesso anno Giro d'Italia e Tour de France: superarsi, superando ogni limite. C'è un ruolo che della grandezza rappresenta un geloso custode: il portiere. I portieri sono gli eroi solitari. Quelli che non possono sbagliare. Là, abbandonati al proprio destino sotto gli occhi dello stadio. Alfonso Zizzania sbuca all'improvviso a difesa della sua porta, della sua squadra. Come un albero viene su dalla terra in una foresta incantata. Sembra che al posto di due braccia ne abbia quattro, da qui SpiderZizzo.


La parabola di SpiderZizzo. Nonno Pietro il suo Virgilio

Due più due uguale quattro: il nonno Pietro sempre al suo fianco, una guida spirituale simile a Virgilio per il Divin Poeta, Dante Alighieri, negli inferi. Ogni parata dedicata a lui, un ricordo indelebile, incancellabile, vivo nel cuore del numero uno del Frosinone di Giorgio Galluzzo. Se avesse una DeLorean, forse tornerebbe indietro nel tempo, quando i gol da attaccante provetto promettevano un futuro da puntero - con tanto di vittoria di titolo capocannonieri nei tornei - giusto per vedere come sarebbe andata a finire. Ma oggi per AZ1 non esistono tiri di cui non conosce la traiettoria, poi a volte i gol arrivano certo, ma vola da un palo all'altro come se ogni parata dovesse salvare il mondo intero. Coraggio, colpo d'occhio, personalità e un grande segreto: ipnotizzare gli avversari. Li fissa negli occhi e quelli non capiscono più niente: come in un sortilegio la porta si rimpicciolisce, i pali diventano storti e il pallone pesantissimo. Parate che valgono gol. Tutti i muscoli del corpo tesi in un'unica direzione. Ha un potere telepatico Alfonso ed è concentrato sul suo sviluppo, umile e molto severo con se stesso. Gestisce e utilizza l'autocritica come meccanismo di protezione necessario in un momento cruciale della sua carriera. Nel calcio moderno gli standard anagrafici sono dilatati in entrambe le direzioni, per cui oggi una carriera ai massimi livelli dura decisamente più a lungo rispetto al passato, ma deve anche essere avviata e consolidata in tempi più brevi. Autocritico e riflessivo. Quei riflessi decisivi nel raccontare un modo di essere portiere, che servono a descrivere la predestinazione del 15enne nato a Castellammare di Stabia: crescendo nell'accuratezza del gioco con i piedi, un aspetto ormai fondamentale pure per i portieri, raggiungerà la vetta definitiva nel giro di poco tempo. 


Musica e core: melodia delle origini

Te voglio bene assaje, ma tanto tanto bene sai. È una catena ormai, che scioglie il sangue dint' 'e 'vvene sai. Prima delle partite per unirsi con un magico filo rosso al nonno, Zizzania ascolta un masterpiece della canzone italiana: Caruso di Lucio Dalla. Emozioni, pelle d'oca. Chi ha avuto la fortuna di vedere sbocciare il talento del numero uno ciociaro d'adozione, è la Virtus Junior Napoli, dove Luigi Imparato in un quadriennio di lavoro intenso e meticoloso ha permesso ad Alfonso di progredire sotto tutti gli aspetti: ragazzo maturo, autonomo e disciplinato grazie anche al mister Stefano Cirillo. La Calcio Azzurri rappresenta l'anticamera al salto nel professionismo: nel 2016 si presenta la chance Napoli, ma per fare due passi avanti, talvolta è utile farne uno indietro. Serve per prendere la rincorsa, per avere più slancio, per superare i limiti che prima erano da ostacolo. Così Zizzania decide di tornare per sua scelta alla Calcio Azzurri, vivendo esperienze  strepitose e indimenticabili come la Gothia Cup a Goteborg, in Svezia. Tanti test con club di Serie A e Serie B e l'isola felice per Alfonso Zizzania si trova in Ciociaria, a Frosinone. Nel segno di umiltà e maturità: lontano da casa, dagli affetti, sublimati e racchiusi in un grande gruppo di amici, fratelli vestiti di giallo e azzurro ai quali ha riaperto le porte dei playoff. Con la forza dei grandi, di quelli che dal primo passo si tuffano senza paura . Dalla A alla Z, sul prossimo sogno da realizzare.


 





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