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Lazio, uno sguardo ai reparti: l'attacco di Alboni

Andiamo a vedere, attraverso le prestazioni e i numeri, l'andamento delle reparto offensivo biancoceleste

30 Marzo 2020

Lazio, uno sguardo ai reparti: l'attacco di Alboni

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Sicuramente ha fatto divertire, alzare dal seggiolino ed esultare. L'attacco della Lazio è tra i grandi protagonisti della stagione capitolina: 35 gol fatti (quarti, dietro solo a Juve, Genoa e Fiorentina), un crescendo continuo e un'armoniosità da far applaudire chi li guarda. Sicuramente più in casa che fuori, questo perché il gioco dei biancocelesti permette, tra le mura amiche, di far esprimere al meglio la squadra, risultando anche più incisiva e decisiva in fase offensiva. Sono 21 le reti messe a segno a Roma, contro le 14 che sono state invece siglate lontano dalla capitale. Numeri che testimoniano proprio l'andamento della squadra di Alboni, che in un continuo crescendo aveva trovato la formazione e la conformazione giusta per giocarsela alla pari con tutti. Il punto di riferimento lì davanti si chiama Valerio Crespi. L'ex Savio, al primo anno tra i professionisti, è riuscito a conquistare tutti per la sua simpatia, per la sua genuinità, ma soprattutto per i suoi gol. Sono 10 in questa stagione: un inizio sprint con 8 reti, poi un periodo di pausa, dal quale il giovane attaccante biancoceleste si è ripreso segnando contro il Parma. Punta moderna, capace di reggere il reparto da solo, ma che con una spalla riesce a dare il suo meglio. Tiro importante e tanto gioco anche spalle alla porta. Deve migliorare in fase di appoggio e scatto alle spalle del difensore, movimenti che potrebbero fargli fare un passo in avanti notevole. Parlavamo di una spalla ideale e Napolitano è lo scudiero perfetto, che spesso peró diventa protagonista. Il trequartista di Alboni è probabilmente quello che è migliorato maggiormente nell'arco della stagione. Baricentro basso, ma tanta forza sulle gambe; rubargli palla quando è in partita diventa un'utopia. Gioca nello stretto e in profondità, gestendo la palla e il gioco offensivo biancoceleste. Un centrocampista dal tasso tecnico elevato, che fa fare il salto di qualità anche ai compagni intorno a lui. Chi ha giovato anche della cura Alboni è Legnante. L'esterno lo scorso anno e all'inizio di questo è andato incontro ad alcune difficoltà. La categoria lo stava per sovrastare, poi il cambio di mentalità e la stagione di Legnante è cambiata. Un giocatore mobile, che sfrutta i suoi punti di forza al meglio. Passo veloce e scatto che cambia spesso volto alla manovra biancoceleste. E poi quella capacità di rientrare sul destro e tirare verso la porta, come successo nel big match con il Genoa, nel quale l'esterno è stato lo showman. Sta crescendo anche Serafini, che dalle retrovie sta facendo cose importanti. È spesso lui l'uomo in più quando entra dalla panchina, rendendosi utile sia in fase difensiva che offensiva. Un reparto che sta volando, sia nei numeri che nelle prestazioni. 

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