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Lazio, Alboni si gode la sua difesa. Barone è il leader, gli altri non si fermano più

Dei biancocelesti quasi perfetti fino ad adesso in campionato, i quali vedono anche il reparto arretrato in continua crescita

17 Marzo 2022

Alessio Barone

Alessio Barone, dietro Jacopo Stano (Foto ©Cervera)

Continua in maniera inesorabile la marcia della Lazio di Alboni, al momento dominatrice assoluta del suo girone, con dodici vittorie su quattordici gare, condite da ben trentanove reti messe a segno. La squadra biancoceleste rientra senza dubbio tra le candidate al titolo finale, considerando anche i valori degli altri gironi a livello nazionale. Una rosa formidabile, con elementi di spicco come Gelli e Serra ma completata da altri tasselli funzionali e sempre di grande caratura, che stanno rendendo al massimo. Nelle ultime uscite inoltre si è visto anche un sublime reparto difensivo, il quale in sette gare ha subito appena tre reti, tra l’altro indolore nella netta vittoria sulla Salernitana. In generale la retroguardia capitolina ne ha concesse appena nove in tutta la stagione, risultando ad oggi la seconda meno battuta del girone, dietro solo alla Roma di Falsini. Una crescita importante anche sotto questo aspetto, considerando i miglioramenti dei singoli interpreti. Difatti dall’inizio del campionato Alessio Barone è stato sempre l’indiscusso leader del pacchetto arretrato delle aquile, guidando alla perfezione i compagni sia in fase di chiusura, che in quello di ripartenza. Han girato gli altri, lui è rimasto sempre al suo posto, impartendo lezioni di difesa agli attaccanti avversari, non dandogli quasi mai la possibilità di rendersi direttamente pericolosi, grazie soprattutto al perfetto timing negli interventi, tra cui la scivolata, suo marchio di fabbrica. Non è da meno neanche il fiuto per il gol, arrivato nella prima giornata contro il Crotone, e sfiorato in molte altre occasioni, vista la sua capacità di saper staccare bene dai calci piazzati. Domenica contro il Lecce si è preso la luce dei riflettori anche uno stupendo Jacopo Stano. Il centrale cresciuto nell’Atletico Lodigiani è forse quello che più di tutti è migliorato nel corso dei mesi. Alboni lo ha preparato per bene, mettendolo da titolare in autunno contro il Cosenza, per poi concedergli pian piano sempre più minuti. Nella vittoria sul Lecce il suo apporto è stato infinito, tanto da anticipare sempre ogni attaccante giallorosso, facendo nascere da una sua mezza spizzata il tris casalingo. Un ulteriore prospetto che sta venendo fuori, e di certo non può che aumentare il valore della squadra. Non è da dimenticare inoltre quello che è a tutti gli effetti il titolare: Tommaso Bordoni. Il classe 2006, indisponibile nell’ultima uscita, è sempre stato una garanzia, bloccando con Barone ogni insidia avversaria, grazie all’ottima lettura delle situazioni e ad un fisico, che spesso gli permette di farla da padrone. Infine va menzionato l’apporto di Nicolò Cesari, che ha svolto sia il ruolo di centrale che di terzino, sempre in maniera precisa. Con i soliti treni sulle corsie Ercoli e Volpe, anche questo reparto potrebbe diventare devastante, andando a rendere questa Lazio un’armata invincibile.

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