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Lazio, là davanti sei stellare. Il talento infinito di Federico Serra

Dominare un derby non è roba per tutti, soprattutto se lo si fa senza segnare. L'attaccante biancoceleste ci è riuscito, dando prova delle sue qualità

12 Aprile 2022

Federico Serra

Federico Serra, dominatore del derby (Foto © Torrisi)

Un vero attaccante sa come essere decisivo, capisce i momenti cruciali della partita, aggredendola con il suo marchio, che diventa indissolubile. Nel derby vinto dalla Lazio in casa della Roma la palma del migliore in campo non può che prendersela Federico Serra. Il centravanti biancoceleste ha dimostrato a tutti il suo immenso valore, mettendo a referto una gara per gli annali. Dopo tre minuti dal suo destro nasce un assist al bacio per il vantaggio di Sessa, bissato nella ripresa dalla palla che smarca Paolocci, bravo poi nel trovare l’eurogol del momentaneo 1-2. Nonostante ciò la partita nel complesso dell’attaccante è stata perfetta: in un primo tempo non brillante da parte delle aquile, il 9 è riuscito a fare reparto da solo, trascinandosi spesso sulle spalle il peso delle ripartenze, facendo anche ammonire due terzi della retroguardia avversaria. Nella ripresa poi il bomber ha dato il meglio di sé, accelerando in maniera incontenibile quando c’era campo aperto, ma anche offrendo la sua tecnica ai compagni, fino a regalare il delizioso assist a Paolocci per il nuovo vantaggio ospite. In generale quello che ha più sorpreso è stata l’ennesima dimostrazione della bravura di questo ragazzo, un talento cristallino, bravo nel giorno più importante ad offrire una performance sublime, facendo intendere quanto possa essere luminoso il suo futuro. Contro la Roma, nonostante non sia riuscito a gonfiare la rete come gli accade sempre, ha fatto vedere di essere un giocatore completo, mettendosi al servizio della squadra quando necessario, capovolgendo completamente l’andamento della partita. La stagione di Serra ha toccato vette altissime, grazie agli undici sigilli messi a segno, conditi da ben sette assist, che gli sono valsi anche tre partite da sotto età in Under 17. Il potenziale dell’attaccante è veramente devastante, tanto che Alboni ci ha lavorato nella giusta maniera, dandogli la possibilità di affinarsi come goleador sotto porta, ma anche di sapersi reinventare come giocatore duttile, in grado di far segnare i compagni, mantenendo sempre quella classe, quella cattiveria agonistica che non lo hanno mai abbandonato. Il percorso è appena cominciato, ma da lontano già si intravede una luce splendente.

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