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L'intervista

Lodigiani, Bartoli: "Noi, plasmati dalle difficoltà"

Il tecnico dei 2003 biancorossi fa il punto: autoesigenza, senso critico e resilienza le parole chiave della sua squadra

09 Settembre 2019

Diego Bartoli è pronto per tornare in campo

Diego Bartoli è pronto per tornare in campo

Diego Bartoli è pronto per tornare in campo

Nel corso di una chiacchierata con Diego Bartoli, allenatore dell'Under 17 della Lodigiani esce fuori una parola, “Autoesigenza”. Incuriosito, approfondisco su internet e la trovo legata alla figura di Ettore Messina, super vincente allenatore di pallacanestro italiano. Citando un discorso del coach: “Io non voglio rompere le palle al mio giocatore. Io voglio che faccia le cose come la competizione richiede che siano fatte.” Ed è questo che a Diego Bartoli preme chiarire subito: “All'interno di questo ambiente si tende troppo spesso a mettersi in paragone con i propri compagni, con i propri avversari. La natura stessa dello sport invita i giocatori a far questo. Noi però abbiamo lavorato tanto affinché il primo termine di paragone per ciascuno sia se stesso, con i propri limiti. Solo così possiamo ambire a essere più forti di ieri, come individui e come squadra, e domani ad essere più forti di oggi.” Un grande sforzo di maturità quello richiesto da mister Bartoli ai suoi, nel primo anno trascorso insieme nel campionato sperimentale. “Veniamo da una stagione difficile, di sofferenza, qualcuno potrebbe dire persino mediocre. Mediocre forse dal punto di vista dei risultati di classifica, ma non certamente per quello che interessava maggiormente a noi. Dal mio punto di vista, al contrario, la scorsa è stata una stagione altamente formativa. Siamo dovuti diventare deboli, siamo dovuti andare in difficoltà per riemergerne rinvigoriti e cresciuti. Grazie a quella sofferenza sul campo siamo riusciti a far nostra le virtù della resilienza e del senso critico. E sono sicuro che ce le ritroveremo.” Netta, secondo l'allenatore, l'evoluzione del suo team. “L'anno scorso fin da subito questa squadra ha messo in mostra la voglia e la capacità di proporre gioco, con qualità, dal basso, chiamando a partecipare tutti gli interpreti a cominciare dal portiere. Una squadra che ha sempre difeso in undici e attaccato in undici, con coraggio. Una squadra che, anche per questa ragione, inizialmente prendeva troppi goal, commetteva errori, si faceva trovare sbilanciata alle volte. Ma con il passare dei mesi insieme i ragazzi hanno compiuto dei passi da gigante, fino ad arrivare, oggi, a essere il gruppo che siamo. Credo che ora di fronte a me ci sia una Lodigiani in grado di pensare sul campo, in grado di fare analisi e autoanalisi.” E dopo un anno di formazione così intenso, così duro, inevitabile parlare di obiettivi concreti. Lo stesso direttore della Lodigiani, Angelo Pichierri, a luglio espresso alla nostra testata tutta la sua fiducia nei confronti del gruppo dei 2003, con cui l'ambizione è raggiungere le finali regionali. “Naturalmente le parole del direttore fanno piacere e rappresentano ancora di più uno stimolo per noi”, commenta Bartoli, “Chiaro che portare uno stemma sul petto come quello della Lodigiani ci spinge a voler puntare in alto. Sono arrivati poi rinforzi importanti, soprattutto in attacco, in cui crediamo molto. Preferisco però guardare di fronte a noi, al lavoro che dobbiamo svolgere. Abbiamo due gironi molto equilibrati, ricchi di insidie nascoste. Dovremo essere bravi a gestire le difficoltà, sia le manifeste che le nascoste, di ogni partita per poter puntare in alto.”

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