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l'intervista

Trastevere, Bernardini: "Servono indicazioni su come gestire il momento"

Il tecnico dell'Under 17 amaranto è scettico in vista della ripresa: "Se non cambiano i protocolli non ripartiamo neanche a settembre"

05 Gennaio 2021

Bernardini

Bernardini (Foto ©GazReg)

In casa Trastevere parla Bernardini, tecnico dell’Under 17, e lo fa con le parole di chi ha tanto da dire in merito ad una situazione che si profila sempre più incerta, criticando non tanto la gestione operata dagli organi competenti, quanto la mancanza di chiare e precise linee guida per gli allenatori: "Con la società mi trovo benissimo, sia da giocatore che da allenatore ho cambiato spesso, e qui mi trovo bene, ho un ottimo rapporto con i club e i ragazzi, c’è una buona atmosfera e si allenano bene. Per quanto riguarda il Covid, la situazione è complicata al di là dello sport, credo che ripartire ad ottobre sia stato un errore, abbiamo illuso i ragazzi ma tutti eravamo consapevoli che presto il campionato si sarebbe interrotto nuovamente. Bisognava semplicemente aspettare, ora siamo nella stessa situazione dell’anno scorso, ma spero non si peggiori, i ragazzi sentono parlare di date che non sono sicure, mentre invece si dovrebbe essere coerenti e trattarli con maturità, ammettendo che di certezze non ce ne sono affatto. Auspico che qualora il 3 febbraio non si riparta, cosa probabile, non si parli del 10 o di altre date successive, se mancano certezze per le scuole e per la libera circolazione non possono essere certe le date sulla riapertura del campionato, noi siamo adulti e ce ne facciamo una ragione, i ragazzi però soffrono più di noi, come hanno sofferto l’anno scorso quando si parlava di ripartire ad aprile. In ogni caso va cambiato il protocollo, altrimenti non ripartiamo nemmeno a settembre, hanno avuto mesi per trovare soluzioni, mi auguro l’abbiano fatto". Un argomento delicato è anche quello degli allenamenti individuali, che per il mister è stato non solo spunto di critiche, ma anche di interessanti proposte: "Il lavoro individuale ha permesso di riscoprire diversi aspetti della tecnica, il problema è che va avanti da 2 mesi, e dopo un po’ diventa complicato proporre circuiti nuovi, il calcio ha bisogno di tecnica applicata, e dopo un periodo senza situazioni di gioco e partitelle diventa anche difficile far fruttare tutto questo lavoro. Vorrei che intervenisse la Federazione con dei corsi per aiutare gli allenatori in questa situazione, dovrebbero aggiornarci, con la collaborazione magari degli istruttori di società professionistiche. Noi allenatori paghiamo gli aggiornamenti regolarmente, ma in questi tre mesi nessuno ci ha aggiornato sugli allenamenti individuali, continuano a fare riunioni sulle regole del calcio e le solite cose, nessuno dà indicazioni su come gestire il momento, però tutti sparano date sul ritorno in campo. A questo punto meglio evitare tutto questo teatrino e dire di allenarsi normalmente, perché tutti lo fanno: anche se non si dice spesso, tantissime squadre fanno partitelle ed allenamenti regolari come se nulla fosse, proprio perché non ci sono gli strumenti per andare avanti in maniera univoca". Per quanto riguarda la necessità di un vaccino per tornare in campo, il mister sostiene che si possa veramente andare avanti soltanto con un protocollo diverso e migliore: "Personalmente su questo vaccino sono scettico, vorrei sapere a cosa si va incontro, e nel momento in cui tanti si saranno vaccinati e non ci saranno stati problemi, sarò più tranquillo a vaccinarmi anch’io. Le parole di chi ci gestisce spesso si sono rivelate false o poco chiare, ed anche il tema dei vaccini ha sollevato molti dubbi a cui non è facile trovare risposta. In ogni caso credo che il vaccino non risolverà tutto, bisogna comunque rivedere il protocollo a livello dei comitati regionali, poi prima che ci vacciniamo tutti ne passerà di tempo, l’importante è rivedere quali sono le condizioni in cui una partita deve essere rinviata, perché se è sufficiente un giocatore positivo per fermare tutti sarà impossibile ricominciare con continuità. Potrebbe essere utile togliere l’ 1 percento dei compensi di giocatori di Serie A e B per permettere ai dilettanti di fare tamponi settimanalmente, Adani ha avanzato una proposta simile e io sono pienamente d’accordo. C’è una possibilità di crescita in tutte le cose, ma bisogna metterci serietà, mettiamo a disposizione il sapere dei professionisti per i dilettanti, io ho speso 50 euro per corsi nei quali si parla di cosa si può allenare con i patentini UEFA B e C, se facessimo invece dei corsi di aggiornamento utili potrebbero anche controllarci meglio, ma nessuno ci ha dato gli strumenti giusti, ed infatti in tanti ignorano le norme e nessuno è stato sanzionato".

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