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l'intervista

Vis Aurelia, Cafaro: "Il secondo stop è stato davvero un duro colpo"

Le sensazioni del giovane leader biancoblù: "In quarantena sono stato vicino a lasciare, adesso sono pronto a ricominciare"

14 Gennaio 2021

Vis Aurelia Cafaro

Alessio Cafaro, capitano e difensore centrale della Vis Aurelia (Foto ©GazReg)

Ci sono squadre che in questo anno solare hanno giocato pochissimo. Tra la chiusura anticipata della stagione 2019/20 e le difficoltà di quella corrente, alcuni ragazzi non disputano gare ufficiali da mesi. La vaccinazione di massa, anche se i giovani saranno tra gli ultimi a ricevere il siero, accende un barlume di speranza sulla ripresa completa delle attività poco prima della prossima primavera. Tra queste squadre figura la Vis Aurelia Under 17, che disputa il campionato regionale ed è inserita nel girone A. Per continuare a dar voce ai giovani protagonisti di questo sport, abbiamo intervistato il capitano e difensore centrale Alessio Cafaro, da sette anni nel club. A inizio novembre è arrivata la sospensione dei campionati e la Vis Aurelia aveva già subito il rinvio della prima giornata con il Tevere Roma. “Non ce lo aspettavamo ed è stato un duro colpo. Ci ha sconvolto dopo due mesi di intensa preparazione. Personalmente ero arrabbiato e triste allo stesso tempo, ma poi l’ho accettato. Era giusto fermarsi”. Il capitano, anche in una squadra di ragazzi giovani, ha qualche responsabilità in più, soprattutto nei momenti difficili: “E’ una responsabilità che sento perché nonostante giochi alla Vis da tanti anni è la prima volta che indosso la fascia. Cerco di incoraggiare i miei compagni sia virtualmente (sul gruppo Whatsapp) che in campo. Incito e aiuto sempre quando qualcuno sbaglia”. Il tema ricorrente, in questo 2020, è il rischio che i più giovani abbandonino lo sport che amano perché a sedici anni gli interessi sono tanti e variegati. “Io rientro tra quelli che nel primo confinamento hanno pensato di smettere. Non è stato un periodo facile, ma adesso ho capito che voglio continuare a giocare. Per me è stata una debolezza momentanea, ma conosco ragazzi che ci hanno pensato e alla fine hanno smesso”. Le sfumature tra il primo e il secondo lockdown sono diverse, come ad esempio la possibilità di allenarsi al centro sportivo in forma individuale. Una novità alla quale quasi tutti si sono ormai abituati: “Per adattarci ci abbiamo messo un po’. Mancano le partitelle e il contatto, gli aspetti più divertenti dell’allenamento; ci restano la corsa e il calcio-tennis, ed è un po’ brutto ad essere sinceri. Devo però ringraziare il mister Cristiano Di Gianmarco che è stato fondamentale per il coinvolgimento e bravissimo nel guidarci dopo tanti alti e bassi”. Il rientro in campo, previsto forse per febbraio carica ancor di più il centrale difensivo della Vis che non si nasconde, dichiarando apertamente gli obiettivi stagionali: “Si partirà da zero non avendo ancora giocato nessuna partita. Siamo ancora molto stimolati e pronti a tornare in campo. Il nostro obiettivo è vincere il campionato e conquistare la categoria. A livello personale non ho nessun desiderio, mi interessa esclusivamente la collettività. Abbiamo una buona squadra che quest’anno si è anche rinforzata e dobbiamo puntare al massimo risultato”. Nell’attesa di rivederli in campo sottolineiamo ancora una volta come il messaggio “vogliamo tornare il prima possibile, ma è stato giusto fermarsi” sia sempre più comune e rintracciabile in quasi ogni intervista rilasciata dai ragazzi, tra i più lucidi nell’analizzare questo anno complicatissimo. 

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