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l'intervista

Certosa, Santelli: "Mai pensato di smettere, aiuto dando consigli alla squadra"

Tutta la responsabilità del leader neroverde, che parla da veterano nonostante la giovane età: "Incentivare fa parte del mio carattere. Difficile fermarsi di nuovo, non ce lo aspettavamo"

15 Gennaio 2021

Santelli

Santelli

Sono trascorsi poco più di due mesi dall’ultima gara di campionato disputata e non c’è certezza su come e quando si ripartirà. L’emergenza sanitaria non permette una programmazione a medio-lungo termine e a farne le spese saranno soprattutto i ragazzi. Con la distribuzione del vaccino in tutto il paese si intravede una luce in fondo al tunnel che ci permette di sperare nuovamente in una vita normale. Per continuare a dar voce ai giovani protagonisti di questo sport, abbiamo ascoltato le parole di Emanuele Santelli, capitano e cervello del Certosa under 17. Uno stop, il secondo, lungo quanto il primo e forse più difficile da digerire: "Sicuramente, ma abbiamo dovuto digerirlo per forza. Il campionato era partito e, almeno nel nostro girone, non erano state sospese molte partite. È stato difficile fermarsi perché non ce lo aspettavamo. Personalmente ho cercato in tutti i modi di non buttarmi giù, allenandomi al massimo per dare l’esempio". La sintesi dei comportamenti di un bravo capitano, una responsabilità forse accentuata in questo periodo complicato: "Non sento particolarmente questa responsabilità, immagino perché incentivare fa parte del mio carattere. L’ho sempre fatto e continuerò a farlo anche quando non servirà più. Aiuto soprattutto parlando e dando consigli ai miei compagni". La fascia a maggior rischio abbandono riguarda gli under 19, ma in un anno disastroso come il 2020 molti ragazzi di 16 anni potrebbero abbandonare (o forse hanno già abbandonato) la loro passione prima del tempo. "Io non ho mai pensato di smettere. È una mia grande passione che pratico da più di dieci anni ormai e non ho intenzione di abbandonare. Però sono consapevole che a diverse persone è passato nella mente questo pensiero e ho conoscenti che alla fine hanno addirittura smesso". Lo stop, in questo periodo, ha comunque lasciato la possibilità di allenarsi in forma individuale. Una novità: "Sono stati uno sfogo importantissimo anche se quando ti alleni è fondamentale il contatto fisico, giocare insieme con il pallone. Per me a livello fisico è abbastanza distruttivo, ma queste sono le misure e noi ovviamente le rispettiamo. Il mister è stato importantissimo in questo periodo. Si è sempre presentato al campo e ha cercato in tutti i modi di coinvolgerci creando sempre nuove esercitazioni stimolanti per scacciare la noia dell’allenamento individuale. Dal calcio-tennis uno contro uno, al colpire la traversa da diverse parti del campo". Il ritorno in campo potrebbe essere più vicino del previsto e il Certosa di capitan Santelli aveva iniziato molto bene la stagione. "Avevamo perso una partita (Savio) e vinto le altre due (Aprilia e Romulea) e non vediamo l’ora di tornare in campo". E gli obiettivi: "Non ne abbiamo uno preciso, non è né vincere il campionato né salvarsi. Dobbiamo solo puntare a dare il meglio, giorno dopo giorno". E le finali? "Non ne ho parlato per scaramanzia, ma la squadra rispetto ad altri anni c’è, quindi perché no?". Qualche sfizio a livello personale Emanuele se lo è già tolto finendo in Top 5 grazie a un gol meraviglioso segnato contro la Romulea: "Sono stato molto felice della nomina, ci speravo. Sono ambidestro e in quella occasione ho provato a calciare con il mancino sorprendendo il portiere in controtempo. A livello personale non ho desideri particolari. Quelli collettivi sono fare più punti possibili e continuare a essere una squadra che non la butta mai".

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