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l'intervista

Giardinetti, Piro: "Non ho mai pensato di abbandonare la mia passione"

Il giovane talento biancorosso: "Ho avuto il Covid e sembrava andare tutto storto, ma ho deciso di andare avanti con più convinzione"

03 Febbraio 2021

Giardinetti Piro

Giardinetti, il capitano dell'Under 17 Piro (Foto ©GazReg)

Si dice che ciò che segna ti insegna qualcosa in più su come affrontare la vita e durante questo ultimo anno abbiamo tutti subito, chi più chi meno, la gravità di questo periodo; Micheal Piro, capitano dell'Under 17 del Giardinetti, lo sa bene e ha passato sulla propria pelle cosa significa vivere un momento di paura: "La pandemia è stata un duro colpo per tutti - esordisce il tesserato biancorosso - per me lo è stato particolarmente perché anche io ho contratto il Coronavirus ed in quel momento sembrava tutto girare storto, ma nonostante questo non ho mai pensato di abbandonare la mia passione per questo meraviglioso sport; il calcio fa parte della mia vita da troppo tempo per poter pensare di mollare così, perciò ho deciso di andare avanti con ancor più convinzione di prima. Allo stesso modo la pensano i miei compagni, che non vogliono assolutamente mollare e per tale ragione quotidianamente ci diamo forza reciprocamente per tenerci sempre sul pezzo esattamente come abbiamo fatto durante il lockdown, in cui siamo restati in costante contatto con videochiamate alle quali partecipava anche il nostro mister. Essere il rappresentante di questo gruppo è un grande onore ed una grande responsabilità e sono molto grato alla società per avermi concesso tale investitura dallo scorso anno; ormai è il quarto anno che indosso questi colori ed ogni giorno che passa mi sento sempre più parte della famiglia e ripagato della loro fiducia. Il capitano che più ho ammirato e dal quale cerco di trarre la maggior ispirazione è sicuramente Alessandro Del Piero, uomo che ho adorato tantissimo per le sue gesta in campo, ma soprattutto per il rispetto che è stato in grado di guadagnarsi da parte di tutte le tifoserie d'Italia, d'Europa e del mondo; un professionista esemplare ed una bandiera senza tempo. Invece per caratteristiche tecniche, dato che sono di fede biancoceleste, penso di assomigliare molto a Joaquin "El Tucu" Correa, perché anche a me piace tantissimo dribblare l'avversario nel tentativo di creare superiorità numerica il maggior numero di volte e, giocando esterno come nel mio caso, penso sia una qualità molto importante su cui lavorare con impegno e dedizione. Per il momento il comitato regionale non ci ha ancora dato l'autorizzazione per sostenere sedute collettive per cui stiamo continuando con le purtroppo ormai divenute solite sedute individuali presso il centro sportivo; devo dire che ci siamo anche abbastanza abituati in fretta a questo protocollo ma senza le partitelle, senza il contatto con i propri compagni, non è la stessa cosa. Quando a Novembre ci hanno fermato penso che sia stata presa la scelta più giusta, il paese era in difficoltà ed il bollettino quotidiano non lasciava altri margini di manovra per cui non ho molto da recriminare, ma ora vorrei disperatamente tornare a giocare e penso che ce ne sia la possibilità; considerando che si sta iniziando a tornare a scuola, che le attività lentamente si stanno riprendendo, reputo sia giusto darci l'opportunità di svagarci e farci concludere in modo decoroso questa stagione. Sinceramente poco mi importa se ci faranno disputare solo il girone di andata o meno, l'importante è poter scendere nuovamente in campo e giocarci le nostre possibilità; prima dello stop avevamo fatto tre partite ottenendo altrettante vittorie riuscendo inoltre a battere i nostri avversari del Tor di Quinto, perciò se si dovesse riprendere punteremo in alto"
 
 
 
 

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