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l'intervista

CSS Tivoli, Colella "Volevo smettere, poi ho parlato con la mia famiglia"

Il capitano amarantoblù ammira Nainggolan e racconta come sta vivendo questi mesi senza calcio

04 Febbraio 2021

Giammarco Colella

Giammarco Colella, capitano della CSS Tivoli

"Non seguire la folla, lascia che sia la folla a seguire te" diceva Margaret Thatcher in una delle sue citazioni più celebri e Giammarco Colella, capitano della CSS Tivoli, ha fatto di questa frase un vero e proprio ideale per la sua carriera calcistica. Dopo 11 anni di militanza in società - praticamente tesserato fin da quando era in fasce - da due anni è stato incaricato di portare la fascia al braccio ed il classe 2004 dimostra di avere le idee chiarissime su chi prendere come modello di riferimento per ricoprire questa carica simbolica: "Nessuno - esordisce con grande personalità il giocatore amarantoblù - io credo che ognuno debba trovare da solo la sua strada e cercare di fare il meglio possibile a modo proprio, senza cercare per forza di assomigliare a qualcun altro rischiando di finire per esserne solo la brutta copia. Essere un buon capitano secondo me è un mix di diverse componenti: si deve cercare di essere un punto di riferimento dentro e fuori dal campo per i propri compagni, stare sempre sul pezzo nel mezzo delle difficoltà e soprattutto non mollare mai nel tentativo di spingere i compagni a superare i propri limiti. Per quanto riguarda la posizione in campo invece, dato che sono una mezzala con licenza di offendere, penso di essere simile per caratteristiche a Radja Nainggolan del Cagliari, calciatore dotato di grande fisicità e buona tecnica. Questi mesi senza calcio sono stati tosti e mi sono dovuto arrangiare per quel che potevo; durante il lockdown mi sono tenuto in forma da casa e mantenuto in contatto con i miei amici e compagni di squadra. C'è stato un momento in cui sono stato molto vicino dal comunicare il mio addio definitivo al calcio ma grazie al cielo ho avuto la vicinanza della cosa più importante di tutte, la mia famiglia, che mi ha fatto ragionare e capire che non era questo il modo di abbandonare il mio sogno e così sono riuscito a rinsavire; anche qualche mio compagno ha tentennato in merito a questa possibile decisione, ma ci siamo fatti forza l'un l'altro nel momento del bisogno e ora siamo ancora più uniti di prima. Anche il nostro mister ha giocato un ruolo fondamentale per il nostro morale e per questo ci tengo a ringraziarlo: sia lui che il prof si sono sempre preoccupati della nostra salute, sia fisica che soprattutto mentale, senza lasciarci mai da soli. Attualmente stiamo proseguendo con le sedute individuali presso il nostro centro sportivo e siamo sempre in attesa del famoso via libera delle competizioni che sancirebbe un parziale ritorno alla normalità; secondo me, considerato anche che si è ripreso con la didattica in presenza per le scuole, non c'è motivo per cui non si dovrebbe riprendere regolarmente con lo sport di base. Staremo a vedere gli sviluppi nei prossimi giorni. Quando abbiamo subito lo stop di fine Ottobre/inizio Novembre la situazione era molto più critica ed è stato giusto fermarsi per preservare la salute pubblica ma adesso mi sembra più gestibile il tutto. Se, come speriamo tutti, si dovesse riprendere mi andrebbe bene qualsiasi tipo di format per consentire la conclusione di questa stagione; nel vaglio delle ipotesi ci sta anche quella di disputare solamente il girone di andata e, anche se ovviamente da calciatore vorrei giocare più match possibili, mi andrebbe bene anche questa soluzione se servisse a convincere il governo a farci tornare in campo".

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