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L'intervista

Real Aurelio, Musaragno: "Fortunato a rimanere in contatto con i compagni"

Il commento del calciatore della società di Roma Nord: "Noi privilegiati, ma nello spogliatoio manca la carica e l’adrenalina tipica del pregara che ti coinvolge sin dal giorno prima"

12 Febbraio 2021

Musaragno

Il capitano del Real Aurelio, Musaragno

Mattia Musaragno: determinazione e tanta voglia di tornare a fare ciò che ama. Il capitano del Real Aurelio ha la personalità di un vero trascinatore dentro e fuori dal campo e con grande sicurezza ha ripercorso le tappe di questo duro momento per il calcio, lasciando trasparire la cupa nostalgia che tiene migliaia di ragazzi lontani dall’amato rettangolo di gioco. Musaragno ha commentato le sue sensazioni vissute in questo periodo complicato: "Questo è un periodo molto difficile dentro e fuori dal campo. Io mi sento un privilegiato rispetto ad altri ragazzi che praticano altri sport, i quali non hanno avuto neanche la possibilità di ritornare a fare ciò che amavano. Io e i miei compagni in questi mesi ci siamo sempre allenati, rispettando le normative date dalla federazione e lavorando individualmente. Cercando, nonostante la distanza, dì rimanere uniti l’uno con l’altro. Questo mi rende felice perché mi fa capire quanto il gruppo unito e quanto noi ragazzi siamo maturi rispetto alle mie aspettative". Mattia, consapevole delle problematiche che tanti suoi coetanei hanno sentito sulla loro pelle, pensando di abbandonare lo sport più bello del mondo, resta sicuro e deciso, non nascondendo come il problema sia nell’assenza di stimoli che la gara offre: “Io non ho mai avuto l’idea di smettere, anche se comprendo che altri ragazzi possono essere stati presi dallo sconforto dovuto alla nostalgia del calcio che abbiamo sempre conosciuto. Un calcio caratterizzato da un sano agonismo che in questo momento manca. Credo che il problema principali sia l’assenza di stimoli, come quello di migliorarsi per ottenere il posto da titolare o come quello di pensare alla vittoria della domenica. Questo ha influito sulle decisioni di molti giovani che hanno abbandonato la loro passione". Tra desideri e speranze, Musaragno ricorda quali siano le sensazioni che provava quando scendeva in campo: "La cosa che mi manca in assoluto del calcio è il contatto fisico tra compagni ed avversari. Intendo un contrasto, un tackle o una spallata, che durante la partita sono le cose che mi danno più soddisfazione essendo io un difensore. Nello spogliatoio invece, credo che manchi la carica e l’adrenalina tipica del pre partita che ti coinvolge sin dal giorno prima". Con la personalità che contraddistingue un vero capitano Mattia descrive i suoi compagni, elogiandoli sempre, esprimendo un desiderio: "La mia volontà più grande è quella di poter ricominciare il campionato, riprovando certe sensazioni che fino allo scorso anno questo sport mi faceva provare. Sotto questo punto di vista credo che i miei compagni la pensino come me, perché hanno la mia stessa visione. Sicuramente li vedo provati però conoscendoli, sono certo che facendoci forza e lasciandoci trasportare dalla carica che ci trasmettono i mister ne usciremo più uniti di prima. Gli altri ragazzi che considero leader insieme a me sono Samuele Raimondi e Francesco Bura, perché mi hanno sempre aiutato nei momenti più difficili senza sminuire nessuno dei miei compagni". Il suo messaggio finale è diretto ai ragazzi in difficoltà in questo momento: "Vorrei dire a chi vive male questa situazione che comprendo in pieno il disagio che sta provando, ma ci tengo a consigliare di non perdere la speranza in questo sport perché sono sicuro che quando tutto tornerà alla normalità torneremo a vivere le emozioni che il calcio ci regala":

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