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L'intervista

Spes Artiglio, Costarelli: "Così è più difficile allenarsi, ma proviamo a divertirci"

Il capitano dei nerazzurri: "A marzo eravamo costretti a casa, ora almeno c’è la possibilità di fare le sedute"

12 Febbraio 2021

Gabriele Costarelli

Il capitano della Spes, Costarelli

Non tutti i ragazzi hanno reagito nello stesso modo a questo 2020. La pandemia ha minato le fondamenta del calcio dilettantistico aprendo una crisi probabilmente senza precedenti. Anima di questo movimento, che con fatica prova a rimanere a galla, sono i ragazzi, investiti da un taglio netto della socialità e delle attività ricreative quotidiane. Le loro testimonianze sono importanti e preziose e per questo motivo abbiamo scelto di proseguire con le interviste ai capitani delle diverse realtà laziali. Oggi è il turno di Gabriele Costarelli, capitano dell’Under 17 della Spes Artiglio. Gabriele è un centrocampista classe 2004 e indossa la fascia dell’Artiglio da quattro anni. Le nuove restrizioni hanno influito molto sul calendario degli allenamenti: "Ci stiamo allenando, ma due volte a settimana, una in meno rispetto a prima. Più di tutto cii manca lo stimolo della partite e tra le restrizioni di marzo e quelle di ora sono state peggio le prime in cui eravamo costretti a stare a casa. Adesso più o meno il calcio è ripartito e al campo siamo sempre tutti, stiamo tenendo duro". E Gabriele da quando è arrivato alla Spes Artiglio ha qualche responsabilità in più essendo il capitano in un periodo in cui è molto complicato dire la cosa giusta: "Sì, si sente di più la responsabilità perché devi essere un punto cardine della squadra. Fuori dal campo stimolo tutti a continuare, poi dentro dipende dal contesto, a volte serve scherzare altre volte incoraggiare". Molti ragazzi di questa età o poco più grandi hanno smesso proprio a causa della pandemia: "Non ho mai pensato di smettere perché il calcio per me è uno sfogo. Qui nessuno ha mollato, ogni tanto qualcuno accenna il discorso di smettere, se ne parla e poi continua a venire al campo. Anche al di fuori della Spes non conosco ragazzi che hanno lasciato per questo motivo". Oggi il calcio giovanile è fatto di allenamenti individuali: "In queste sessioni è più difficile rimanere concentrati. Non c’è la partitella, né il contatto, ma proviamo a divertirci con esercitazioni senza contrasti, basate sull’intercetto. Poi c’è la corsa…". Con l’inizio della campagna vaccinale e dopo aver sofferto mesi di restrizioni, si prova a non perdere la speranza su una nuova ripartenza anche delle competizioni: “Spero che riparta tutto perché credo che sia giusto così. Temo che questa stagione non possa concludersi, ma tra un campionato ed eventuali tornei di primavera o estate preferisco il campionato". Un girone che era iniziato nel migliore dei modi, con una roboante vittoria in trasferta per sei reti a uno che Gabriele ricorda così: "Come tutte le prime partite è stata una gara emozionante. Noi siamo una squadra completamente nuova, con un allenatore nuovo e vincere in questo modo è stato importante. Ricordo poco di quella partita, ma ricordo bene che agli avversari abbiamo concesso solo un tiro, su rigore". E gli obiettivi personali e di squadra, nonostante tre lunghi mesi di stop, non sono assolutamente cambiati: "L’obiettivo è quello di prendere la categoria per i 2005, vincere il campionato e andare in elite. Nel  nostro girone c’è il Torrenova, una grande squadra che l’anno scorso ha anche vinto, ma noi ce la giocheremo con tutte le nostre forze. Dal punto di vista personale sogno di continuare a giocare in juniores e poi con i grandi".

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