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l'intervista

Spes Montesacro, Garbinelli "Ci alleniamo per tornare in campo e vincere"

Classe 2005 è il capitano dei bianconeri: una sola partita giocata e tanta voglia di ricominciare

18 Febbraio 2021

Francesco Garbinelli

Francesco Garbinelli, capitano della Spes Montesacro

Sono trascorsi più di tre mesi dall’ultima gara ufficiale disputata nei campionati giovanili dilettantistici. I decreti attuali non permettono ancora la ripresa delle partite e ai ragazzi sono concessi soltanto gli allenamenti individuali. In questo momento non è facile pensare con ottimismo al futuro, è difficile programmare, approcciarsi allo sport con spensieratezza e lavorare a mente libera. In attesa di commentare nuovamente le azioni degli atleti del calcio laziale, abbiamo scelto di continuare a dar voce ai protagonisti di questo sport. Oggi ha parlato con noi il capitano della Spes Montesacro Francesco Garbinelli. Il ragazzo, classe 2005 ed esterno alto di piede destro, è arrivato due anni fa alla Spes e indossa la fascia da questa stagione. Il 2020 è stato un anno abbastanza particolare: "Personalmente sto soffrendo, non mi aspettavo un altro stop così lungo. Rispetto al lockdown di primavera è meglio perché almeno ci stiamo allenando rispettando il distanziamento sociale". Il capitano ha maggiori responsabilità rispetto al resto della squadra, soprattutto nei momenti complicati: "E’ una responsabilità che sento molto e cerco di tenere la squadra sempre concentrata anche se non è facile. Ci stiamo allenando bene e in modo costante. Stiamo creando un gruppo molto unito rispetto all’inizio della stagione". Stagione che, soprattutto a causa della pandemia, ha portato ragazzi di tutte le età ad abbandonare prematuramente questo sport. Francesco invece non ha mai nemmeno pensato di lasciare il calcio giocato: "Io personalmente non ho mai avuto questo pensiero, ma alcuni amici e compagni sì e alla fine hanno smesso. Non credo però c’entri con il Covid, si erano semplicemente stufati". La situazione che stiamo vivendo però ha influito pesantemente sulla pratica di questo sport. Oggi, ad esempio, gli allenamenti individuali sono diventati un’abitudine a cui non tutti si sono adattati nello stesso modo: "Lavoriamo principalmente sulla parte atletica e sulla forza, ma anche su schemi e azioni di gioco, lavori situazionali. Ci siamo adattati e siamo contenti, motivati. Siamo partiti male e vogliamo a tutti i costi ricominciare bene". E ci offre un assist per tornare all’unica gara disputata dalla Spes Montesacro, la gara inaugurale persa per 3-2 con il Massimina: "In quella partita è mancata la concentrazione soprattutto nel primo tempo. Nel secondo eravamo più motivati e non volevamo perdere, ci siamo impegnati ma poi è andata come è andata. Di negativo riconosciamo la prima parte e la sconfitta finale, di positivo la differenza tra primo e secondo tempo, la reazione". Il girone che affronteranno Francesco e i suoi compagni è molto competitivo, ma le ambizioni della Spes Montesacro sono grandi e il secondo confinamento non le ha affatto modificate. "Gli obiettivi sono sempre gli stessi. Vogliamo vincere e prendere la categoria. Non sappiamo come sono le avversarie, lo scopriremo andando avanti, ma non cambierà il nostro obiettivo. Non guardiamo il nome delle altre squadre". Un obiettivo chiaro, quello di vincere il campionato regionale da capitano con la Spes Montesacro. A questo aggiunge un “sogno di diventare un calciatore”, frase che si sente sempre meno al giorno d’oggi, ma che lascia intravedere un barlume di speranza negli occhi dei ragazzi, che restano tra la categorie socialmente più colpite dagli effetti del virus.

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