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l'intervista

 Jem's, Vignati: "Mai pensato di lasciare, voglio alimentare questa passione"

Il giovane leader dice la sua: "Per fortuna nessuno dei miei compagni l'ha fatto, ma qualche altro amico dopo il virus ha deciso di dire basta"

24 Febbraio 2021

 Jem's Vignati

Jem's, il capitano dell'Under 17 Vignati (Foto ©GazReg)

Guardare sempre il bicchiere mezzo pieno; almeno, mal che vada, bevi un po' di più. Aforisma che calza pennello col pensiero di Adriano Vignati, capitano della squadra Under 17 della Jem's Soccer Academy, che parla così del periodo complicato vissuto durante la pandemia iniziata ormai da quasi un anno: "Credo che questo momento storico sia una delle pagine più tristi di tutta la nostra storia - esordisce il centrocampista classe 2004 - tuttavia penso che da esso si possa trarre una lezione molto importante. Prima del famigerato avvento del virus ognuno di noi aveva la malsana tendenza di lamentarsi un po' troppo spesso per qualunque cosa, ma da quando le restrizioni ci hanno impedito di fare anche le più piccole cose, quelle che ci sembravano scontate in un qualche modo, ha acquisito tutto più valore. Andare agli allenamenti ad esempio non è più una scocciatura quando se si è stanchi, ma è diventato un modo per evadere dalla realtà e staccare il cervello per un'ora; per il momento con mister Germani stiamo continuando per forza di cose con le sedute individuali, ma facciamo comunque del nostro meglio per tenere allenate più situazioni possibili rispettando al massimo il protocollo. Durante questi quasi dodici mesi di inattività non ho mai pensato di appendere gli scarpini al chiodo, il calcio è da sempre la mia passione numero uno e voglio continuare ad alimentarla; fortunatamente da capitano non mi sono trovato nella situazione scomoda di vedere uno dei miei compagni abbandonare l'attività, tuttavia qualche mio amico esterno alla squadra, che serbava già qualche dubbio prima di tutto questo, ha colto l'assist del virus per dire definitivamente basta. Secondo me essere un buon capitano significa stare sempre dalla parte dei propri compagni, a prescindere che abbiano torto o meno in una determinata situazione: ci si deve schierare sempre in favore della propria squadra, poi a bocce ferme si analizza il problema e, se si ha sbagliato, si parla dell'errore per cercare di non ripeterlo in futuro. Essendo un centrocampista centrale, sia per caratteristiche tecniche che morali, mi ispiro molto allo stile di gioco ed alla leadership di Daniele De Rossi per ricoprire al meglio il ruolo di capitano; l'ex giocatore giallorosso, oltre ad essere stato una pedina fondamentale in mezzo al campo per tutti i suoi allenatori, ha incarnato alla perfezione i valori di fedeltà alla maglia e lealtà verso i propri compagni. Per uscire da questa situazione il prima possibile e consentirci dunque di tornare in campo penso che l'unica soluzione sia il vaccino, così che si possano scongiurare nuovi casi una volta per tutte e tornare alla nostra normalità pre-covid. In ogni caso, se mai si dovesse tornare a giocare prima che tutti possano averne usufruito, ho letto che ci stanno diverse opzioni al vaglio per concludere la stagione: ovviamente preferirei percorrere la soluzione più "tradizionalista" cioè quella che prevedrebbe la disputa sia del girone di andata che quello di ritorno ma, dato che il tempo stringe e giocare in estate inoltrata mi pare complicato, reputo molto interessante anche la soluzione dei playoff, i quali darebbero una motivazione in più a tutte le società. Qualsiasi sarà lo scenario prescelto, posso dire che noi dal canto nostro proveremo a lottare per le prime posizioni e mi auguro che lo potremo fare presto, il rettangolo verde manca tanto a tutti"
 
 
 
 

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