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l'intervista

Ladispoli, Gargano: "Con i miei compagni c'è un rapporto che va oltre il calcio"

Un legame fondamentale per il centrocampista: "E' stato difficile accettare di non poterci vedere lontano dal terreno di gioco"

24 Febbraio 2021

Ladispoli Gargano

Ladispoli, il capitano dell'Under 17 Gargano (Foto ©GazReg)

Eustache Deschamps diceva che gli amici, in fin dei conti, sono dei parenti che si scelgono per conto proprio. Questo è ciò che ha fatto Paolo Gargano, capitano dell'Under 17 del Ladispoli, che col suo gruppo squadra ha formato una vera famiglia, andando oltre al semplice rapporto fra compagni di squadra: "Sono fiero del legame costruito fra tutti noi - esordisce il centrocampista rossoblu - siamo decisamente molto di più che semplici componenti di un gruppo; siamo praticamente una famiglia considerato che ci frequentiamo moltissimo anche al di fuori del rettangolo verde ed il fatto di non potersi vedere durante il periodo del lockdown è stato difficile da accettare. Fortunatamente viviamo nel ventunesimo secolo e grazie alle videochiamate siamo sempre comunque riusciti a mantenerci in contatto ed a sostenerci l'un l'altro. La pandemia che stiamo attraversando sulla nostra pelle è un evento tragico sotto tutti i punti di vista: ha messo in ginocchio moltissimi settori, tra i quali anche il nostro, ma nonostante tutto non ho mai pensato di abbandonare il calcio, non potrei mai farlo, è la mia passione numero uno e ci sono praticamente nato col pallone. Da quando si sono allentate le restrizioni ci è stato permesso di tornare al centro sportivo per allenarci ma, nonostante siano passati ormai diversi mesi, siamo ancora costretti a sostenere solo sedute individuali: il mister ed il suo staff comunque stanno cercando di variare il lavoro il più possibile per tenerci sul pezzo e per questo li ringrazio. Un buon capitano secondo me è colui che, oltre a difendere i propri compagni, non vuole mai mollare finché l'arbitro non fischia ed esce con la maglietta impregnata di sudore dopo aver dato tutto quello che ha in campo; un esempio perfetto e modello di riferimento per me è stato Carles Puyol del Barcellona, difensore formidabile in campo e uomo rispettato da tutti fuori. Mentre per quanto riguarda la posizione in campo, essendo una mezzala, mi piaceva tantissimo osservare l'intelligenza tattica e gli inserimenti senza palla di Marco Parolo che, nei suoi primi anni nella Lazio, a detta mia è stato uno dei centrocampisti più forti della Serie A; purtroppo col passare dell'età le sue qualità fisiche ne hanno un po' risentito e la sua posizione in campo è anche arretrata ultimamente dato che per necessità gioca addirittura difensore centrale a volte, ma la stima nei suoi confronti rimane invariata. Per noi giovani ora più che mai il futuro appare più che mai incerto e penso sia normale essere preoccupati di quel che sarà in un momento come questo, tuttavia preferisco sempre pensare positivo e un giorno, dopo aver terminato la mia carriera da giocatore, mi piacerebbe comunque rimanere nel mondo del calcio; vedremo cosa succederà, è ancora presto comunque. Nelle ultime settimane ci sono state diverse indiscrezioni in merito ad una possibile ripartenza e devo dire che l'opzione di poter disputare i playoff dopo il girone di andata mi stuzzica molto; credo che potrebbero rappresentare una grossa opportunità per diverse società, tra cui anche la nostra, di arrivare fino in fondo e, se così fosse, faremo di tutto per raggiungerli. Il nostro obiettivo deve essere quello di vincere ogni gara che ci si presenterà davanti per poter arrivare il più in alto possibile e per riscattare il brutto risultato della scorsa stagione, nella quale ci siamo classificati in una posizione non consona al blasone della nostra squadra"
 
 
 
 

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