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l'intervista

Pian Due Torri, Bittolo Bon: "Un buon capitano deve essere sempre a disposizione"

Il classe 2004 gialloblù non ha dubbi: "Per me e i miei compagni l'importante è soltanto riprendere il prima possibile"

03 Marzo 2021

Pian Due Torri Bittolo Bon

Pian Due Torri, il capitano dell'Under 17 Bittolo Bon (Foto ©GazReg)

"Per essere grandi bisogna prima di tutto saper essere piccoli. L'umiltà è la base di ogni vera grandezza" sostiene Papa Francesco parlando della vita di tutti i giorni ma Francesco Bittolo Bon, capitano della Polisportiva Pian Due Torri, categoria Under 17, prende alla lettera questa massima traslandola anche sul piano calcistico: "Partiamo dalla fine - esordisce il classe 2004 - se mai si dovesse riprendere con i campionati vorrei che la mia squadra avesse come obiettivo quello di ripetere la cavalcata vincente dello scorso anno, però con una piccola ma sostanziale differenza: quella di non sottovalutare più nessun avversario, perché lo scorso anno secondo me siamo stati troppo spocchiosi in certi momenti e questo è una cosa che vorrei non capitasse più. Dobbiamo essere compatti, uniti e soprattutto umili nell'affrontare le avversità, solo così potremo ripeterci. Sinceramente non mi interessa più di tanto scegliere con quale format si ripartirà, l'importante è tornare in campo dato che è praticamente quasi un anno che, tra uno stop e l'altro, che stiamo fermi al palo; se fosse per me per recuperare tutto il tempo perduto giocherei una partita il lunedì, una il martedì, una il mercoledì e così via (ride ndr). Il momento più brutto di questo ultimo anno sicuramente è stato il periodo del lockdown vissuto a partire da Marzo: trovarsi tutto ad un tratto chiusi in casa, senza la possibilità di giocare a calcio e di vedere i miei amici è stato bruttissimo, ma nonostante ciò non ho mai pensato di abbandonare questo meraviglioso sport. Il calcio è parte essenziale del mio essere e continuerò a praticarlo finché l'ultimo muscolo del mio corpo non alzerà bandiera bianca; in questo periodo ho patito anche un infortunio alla spalla che avrebbe potuto indirizzarmi a dire basta, invece mi ha donato ulteriore forza per rimettermi in carreggiata il prima possibile nella speranza di riprendere il prima possibile. I miei compagni di squadra penso siano del mio stesso avviso perché nessuno di loro ha mai manifestato riluttanza nel continuare: certo, qualche volta risulta noioso e difficile andare con costanza agli allenamenti sapendo che ad aspettarti ci sono le sedute individuali ma, a parte questo, sono tutti pienamente sul pezzo. Secondo me essere un buon capitano significa farsi sempre sentire e rispettare dagli altri, trasmettere il giusto comportamento ai propri compagni ed esser loro di supporto qualsiasi cosa accada; essendo romanista il mio modello di riferimento non può che essere Francesco Totti. L'ho amato fino all'ultimo giorno e, anche se non sarò mai come lui, nel mio piccolo cerco di rendergli onore facendo il massimo. Per quanto riguarda la posizione in campo, invece, dato che sono un esterno sinistro a tutta fascia attualmente osservo moltissimo gli stili di gioco di Theo Hernandez del Milan e di Alphonso Davies del Bayern Monaco, ma il giocatore che mi ha fatto di più innamorare del ruolo è stato Marcelo del Real Madrid, anche se purtroppo adesso è nella fase calante della sua carriera. In generale, a prescindere dal punto di vista calcistico, sono comunque un po' preoccupato per il nostro futuro come giovani: la situazione dopo un anno di pandemia è critica in molti settori, tra cui quello scolastico in cui noi tutti stiamo constatando parecchia confusione. Mi auguro vivamente che il vaccino possa dare una mano così da sconfiggere una volta per tute questo virus e tornare alla normalità”
 
 
 
 

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