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l'intervista

Tor Tre Teste, Valerio Felici "Saggio fermare i campionati per riprendere in sicurezza"

Il capitano rossoblù è d'accordo con lo stop delle competizioni e spera di poter tornare in campo con una situazione più serena

25 Marzo 2021

Valerio Felici

Valerio Felici, capitano della Tor Tre Teste

Nelle situazioni difficili si è sempre in dubbio sul fatto se sia meglio ascoltare ciò che dice razionalmente la propria testa oppure se seguire fino in fondo l'istinto del nostro cuore. Ormai da poco più di un anno siamo ancora nel pieno di quell'incubo da cui tutti ci vorremmo svegliare immediatamente e che invece siamo costretti a sopportare pazientemente chissà ancora per quanto tempo; Valerio Felici, capitano della Tor Tre Teste, ci racconta come ha vissuto sulla pelle questo ultimo anno. "Sono stati mesi molto difficili - esordisce il centrocampista rossoblù - inizialmente ho preso anche sottogamba la questione perché non avrei mai pensato che tutto questo si potesse protrarre per così tanto, ma quando ho capito la sua gravità ho avuto un crollo mentale non indifferente in cui non riuscivo ad intravedere la luce in fondo al tunnel della negatività ed ansia e paura hanno preso presto il sopravvento su di me. Nonostante ciò non ho mai pensato di smettere con il calcio perché questo sport è da sempre la risposta a tutte le mie domande, la mia principale valvola di sfogo e la forza che mi fa andare avanti ogni giorno; purtroppo alcuni miei amici non sono riusciti a trovare stimoli e motivazioni valide per continuare e hanno dunque deciso di dire basta, cosa di cui mi dispiace enormemente. Sono in questa società da dieci anni, sono praticamente nato qui e sono stato incaricato di indossare la fascia da capitano da tre: secondo me essere un buon capitano significa aiutare tutti i propri compagni di squadra nel momento del bisogno, dimostrare di poter essere sempre a loro disposizione e portare in campo più di ogni altro grinta e determinazione e, nel mio piccolo, spero di esserci riuscito durante questo lasso di tempo. Come figura di capitano mi ispiro molto a Daniele De Rossi perché con lui penso di condividere lo stesso attaccamento e rispetto per la maglia che indossiamo mentre, per quanto concerne le caratteristiche tecniche, essendo una mezzala che spazia su tutto il fronte del centrocampo mi piace osservare lo stile di gioco di Nicolò Barella dell'Inter e di Lorenzo Pellegrini della Roma; il giocatore nerazzurro lo ammiro molto per la sua tenacia ed il suo temperamento inesauribile durante tutto l'arco dei novanta minuti mentre dell'attuale capitano giallorosso mi piace la semplicità con la quale interpreta la delicata posizione che ricopre nello scacchiere di Fonseca. Ormai una ripresa delle competizioni per noi delle giovanili è sempre più un'utopia e devo dire che sarei d'accordo sul fatto di terminare anzitempo questa stagione praticamente mai giocata; penso sia più saggio sacrificarla nella speranza di poter iniziare e portare a termine regolarmente la prossima piuttosto che cercare qualsivoglia soluzione per tentare di prolungare l'agonia di quella in corso. Considerando l'andamento dei contagi, unito al fatto che ci troviamo nuovamente in zona rossa, credo sia meglio stare tranquilli ed aspettare tempi migliori perché la fotografia attuale del paese non lascia ben sperare: basta guardare quello che ad esempio sta succedendo con i bar ed i ristoranti che non lascia assolutamente ben sperare nel nostro futuro come ragazzi e come paese. Mi auguro con tutto il cuore che il vaccino possa essere la carta vincente nella lotta a questo virus e che il prima possibile si possa tornare a quella normalità che tanto bramiamo"

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