Cerca

l'intervista

Monterosi, Tamantini "Spero che questi sacrifici siano utili per ripartire a settembre"

Il capitano viterbese, che da laziale ammira Totti e studio dal Citizen Walker, commenta come sta vivendo la lontananza dal campo

01 Aprile 2021

Manuel Tamantini

Manuel Tamantini, capitano del Monterosi (Foto ©GazReg)

"La fedeltà è reputata da molti come una restrizione, io invece la considero intelligenza. Se nella vita trovi qualcosa che merita il tuo tempo, non la lasci sfuggire via alla prima difficoltà. Ci sono cose che valgono molto più delle tentazioni che durano un secondo". Manuel Tamantini, capitano del Monterosi, potrebbe essere tranquillamente l'autore di questa bellissima citazione perché la sua storia d'amore con la sua società è un chiaro e limpido esempio del significato della parola fedeltà: "Sono in questa società da quando avevo appena cinque anni - esordisce il difensore biancorosso - e dodici anni dopo sono sempre più fiero di indossare questi colori; poi, da tre anni a questa parte, sono stato addirittura incaricato di indossare la fascia da capitano e questo lo considero veramente un grande onore oltre che una responsabilità immensa. Essere un buon capitano per me significa saper gestire bene lo spogliatoio in tutte le sue dinamiche, quindi capire e ponderare bene i momenti in cui si può sdrammatizzare facendo una risata e quelli in cui invece occorre mantenere l'attenzione alta cercando di tenere sul pezzo i propri compagni. Il mio modello di riferimento è Francesco Totti perché per tantissimi anni ha incarnato i valori e rappresentato in Italia ed in Europa una città grande ed importante come Roma, e lo dico da laziale (ride ndr); sul rettangolo di gioco invece, dato che sono un terzino destro che tuttavia in precedenza ha ricoperto anche il ruolo di difensore centrale, per caratteristiche tecniche mi piace prendere spunto da giocatori come Giorgio Chiellini della Juventus per la sua grande mentalità e Kyle Walker del Manchester City per il suo modo di interpretare la posizione in campo con dinamismo ed intraprendenza offensiva. In ogni caso è da molto tempo che, purtroppo, le questioni di campo non fanno più parte delle nostre vite e devo dire che questo distacco forzato mi inizia a pesare abbastanza specialmente adesso che siamo rientrati in zona rossa e non ci si può più nemmeno allenare in solitaria al centro sportivo; per carità, sono d'accordo con la scelta degli organi competenti di cercare di preservare la salute pubblica annullando di fatto questa stagione, ma spero almeno che questo sacrificio ci consenta di riprendere e svolgere regolarmente la prossima. Ne abbiamo disperatamente bisogno tutti quanti: giocatori, società ed addetti ai lavori. Di quest'ultimo, disgraziato anno il momento peggiore è stato sicuramente quello durante il primo lockdown, periodo che non ho preso per nulla bene specialmente all'inizio considerato che da un momento all'altro ci è stato praticamente rivoluzionato il nostro stile di vita; comunque sia, col passare dei giorni, mi sono fatto sempre più forza ed ho iniziato a vedere queste limitazioni come un'opportunità: ho iniziato dunque ad allenarmi duramente sfruttando al meglio la quarantena per migliorare molto dal punto di vista fisico. Anche per questo non mi è mai passato neanche per l'anticamera del cervello il pensiero di abbandonare il calcio perché mi è sempre piaciuto il fatto di dovermi sacrificare per raggiungere e perseguire le mie passioni e non poter fare, ad esempio, le ore piccole come gran parte dei miei coetanei; alcuni miei amici invece hanno smesso per colpa di questo virus ed è un vero peccato, ma spero con tutto il cuore che, una volta tornata la normalità, possano cambiare idea".

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE