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L'Intervista

Bernardini e la fine del rapporto con l'Accademia: "Situazione surreale"

Il tecnico ci racconta i fatti riguardanti la decisione da parte della società nerazzurra di sollevarlo dall'incarico dopo la sconfitta di domenica scorsa con il Savio 

14 Ottobre 2021

Marco Bernardini (Foto ©Torrisi)

Marco Bernardini (Foto ©Torrisi)

Ha lasciato un pò tutti di sorpresa la decisione improvvisa dell'Accademia Calcio Roma di sollevare dall'incarico Marco Bernardini, dopo la sconfitta 6-2 sul campo del Savio. Il tecnico ci racconta di come anche lui stesso sia rimasto spiazzato alla comunicazione dell'esonero: "Le motivazioni non sono state ancora specificate da parte della società e mi è dispiaciuto non vedere un loro comunicato ufficiale sulla cosa. Quello che ti posso dire è che questa squadra lavora in condizioni complicate dal 16 agosto perché avevamo pochissimi difensori a disposizione, con due infortunati di lungo corso ed un ragazzo che ha dato forfait di recente. Nonostante questo abbiamo sempre fatto delle figure dignitose, a parte la sconfitta di domenica". A proposito della sconfitta di domenica, la settimana che l'ha preceduta è stata un pò particolare: "Per quanto riguarda la partita di domenica. Io sono stato assente tutta la settimana perché con la situazione del Covid purtroppo anche una febbre ti costringe a stare a casa. Siamo convenuti con la società nella decisione di non impiegare alcun classe 2006 anche se forse ce ne sarebbe stato bisogno, io ho presenziato alla partita e lì si sono verificate delle situazioni non piacevoli dal mio punto di vista. Poi siamo stati sconfitti da una squadra forte, questo ci tengo a dirlo, ed allenata da colui che è a mio avviso il miglior allenatore presente in questa categoria". Al Vianello ci sono stati degli episodi in particolare che non sono piaciuti a Bernardini e per cui aveva chiesto un intervento convinto della società: "Ci sono stati dei genitori che hanno insultato un mio collaboratore sulle tribune e poi me in prima persona. Per questo motivo ho chiesto dei provvedimenti alla società, una presa di posizione organizzando magari una riunione con queste persone per evitare tali situazioni. La società a quanto pare non ha apprezzato questa mia richiesta di aut-aut ed anzi, invece che venire incontro a me, ha scelto di prendere questa decisione". Non si è trattato dunque né di dimissioni né di separazione consensuale: "Ci tengo solo a dire che io non mi sono dimesso e non c'è stata alcuna separazione consensuale con la società. Purtroppo mi trovo ad ottobre fuori dai giochi, avendo guidato una squadra che ha perso solo una partita e con la dirigenza che aveva sempre speso parole d'elogio nei miei confronti. L'unica cosa che mi viene da pensare è che questa sia una cosa che viene da lontano, non penso che basti una sola partita per passare dalla stima ad un esonero, se ci fosse stato qualche problema se ne sarebbe potuto parlare prima e non cominciare proprio la stagione insieme. Magari si sarebbe potuta gestire meglio la situazione, anche perché il giorno prima mi era stato addirittura proposto un doppio incarico da me rifiutato, dunque il tutto rimane abbastanza surreale". In conclusione, Bernardini ci tiene a lanciare un messaggio di sensibilizzazione nei confronti della Federazione per tutelare la posizione degli allenatori del calcio dilettantistico: "Secondo me ci sarebbe bisogno di un impegno da parte della Federazione per tutelare noi allenatori dei dilettanti che, in situazioni come questa, ci troviamo in assoluta difficoltà. Ora io mi ritrovo senza squadra e per circa otto mesi, sono impossibilitato da regolamento a firmare con un'altra società. Questo non è un attacco all'Accademia Calcio Roma, perché allo stato dei fatti penso sia ininfluente, ma un discorso generale. Bisogna sensibilizzare la Federazione sulla figura dei tecnici dilettantistici, da regolamento parificati a quelli professionistici ma non altrettanto tutelati".

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