L'Intervista
Giardinetti, Koepke: "Sogno la Serie A. Questa società è come una famiglia"
Richard Koepke, attaccante del Giardinetti, esprime tutta la sua soddisfazione per il momento che sta vivendo e per l’ambiente della nuova società, e sorprende per la mentalità con cui affronta la sua vita calcistica: "È stato bello aver vinto il sondaggio social di Gazzetta Regionale, sono soddisfazioni, ti fa capire che i sacrifici che fai durante la stagione vengono riconosciuti. Questa società è come una famiglia, i mister e il "Prof" (preparatore atletico, n.d.r.) per me sono come genitori, e i miei compagni sono dei fratelli. Il mister ci dice che bisogna divertirsi e mettercela tutta, senza mai mollare, e che in campo devi essere diverso da come puoi essere fuori: devi affrontare con coraggio ogni situazione, facendoti rispettare". Ci svela come sta lavorando per migliorare a livello individuale: "Mi alleno con degli allenatori privati, Simone Altobelli e Giuseppe Corsi. Mi alleno con loro una volta a settimana per migliorare dal punto di vista tecnico, fisico e mentale. Io ho deciso di giocare a calcio per ambire ad alti livelli, e voglio migliorarmi il più possibile. È stato un passo importante, che mi sta aiutando tantissimo". Sul suo futuro, invece, sorprende per la sua ambizione e decisione nell’inseguirla: "Il mio obiettivo è di arrivare a un livello professionistico alto, vorrei arrivare in Serie A. È un sogno, ma con la giusta testa ci si può arrivare. In alternativa mi preparerò un piano B: all’università voglio studiare medicina". Come tantissimi giovani numeri nove, Koepke si ispira ad uno dei più grandi della storia: "Dal punto di vista caratteriale Ibrahimovic è il mio punto di riferimento, ma dal punto di vista tecnico ad essere sincero non mi ispiro a nessuno. Voglio diventare io il mio idolo". Con quest’ultima frase, Koepke dimostra una mentalità importante per un ragazzo della sua età, che si spera lo porterà il più lontano possibile. Per concludere, l’attaccante vuole ringraziare chi gli sta vicino: "Vorrei ringraziare la società, dal presidente Antonio Ranieri ai direttori Flavio Moscetti e David D’Agnelli, i mister Alessandro e Bruno, il "Prof" Giulio, e tutti i miei compagni. Ma prima di tutti chiaramente la mia famiglia. Inoltre voglio ringraziare un mio carissimo amico, Claudio, che mi aiuta a migliorare come persona".