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L'Intervista

Certosa, Cavallaro. "I ragazzi rispondono bene, possiamo dire la nostra"

Il tecnico neroverde parla del primo mese di preparazione con la squadra, del Girone B in cui sono stati inseriti e dell'esordio sul campo della Vis Sezze

16 Settembre 2022

Il tecnico neroverde Alessandro Cavallaro (Foto ©Certosa)

Il tecnico neroverde Alessandro Cavallaro (Foto ©Certosa)

Il Certosa si appresta a vivere una nuova stagione nel campionato Under 17 Elite, dopo la salvezza ottenuta lo scorso anno all'ultima giornata. Al suo timone ci sarà Alessandro Cavallaro che prosegue dunque il suo percorso con i classe 2006 neroverdi, queste le sue parole dopo il primo mese di preparazione con la squadra: "Abbiamo iniziato il 16 agosto, facendo tutto qui in sede. Il gruppo è cambiato parecchio, abbiamo confermato 10 ragazzi dallo scorso anno e ne sono arrivati ben 14 nuovi. Stiamo cercando di amalgamarci al meglio, i ragazzi stanno rispondendo bene e nelle amichevoli fin qui disputate vedo riproposto in campo quello che proviamo negli allenamenti". Non può mancare poi il commento sul Girone B in cui è stato inserito il suo Certosa: "Il girone è tosto, come tutti quelli di Elite, ma analizzandoli tutti e tre forse poteva andarci anche peggio. Abbiamo tre big come Savio, Romulea e Lodigiani, poi ci sono delle trasferte logisticamente complicate come Fondi, Polisportiva Carso, Vis Sezze e Samagor. Penso che possiamo dire la nostra, provando a lottare per un posto ai play off, noi ce la metteremo tutta". Alla prima giornata, in programma il 9 ottobre, i neroverdi andranno a far visita alla neopromossa Vis Sezze: "La trasferta è complicata, per loro sarà l'esordio assoluto in Elite dunque sicuramente ci terranno tantissimo a fare bene. Anche noi, dal canto nostro, vogliamo partire positivamente ed in questo mese circa che manca continueremo a spingere al massimo per arrivare pronti ai nastri di partenza". In chiusura, Cavallaro ci tiene a sottolineare un punto per lui fondamentale: "Una cosa a cui tengo tanto è il gruppo che per me è vitale. Il primo obiettivo è dunque quello di portare tutti i 24 ragazzi che abbiamo ora fino alla fine e magari aiutarli a migliorare sotto tutti gli aspetti. Mi piace creare un rapporto solido con i miei giocatori a livello umano, sono solito organizzare infatti anche cene e momenti di aggregazione fuori dal campo per cementare il gruppo squadra, aspetto che secondo me incide in maniera decisiva anche sulle prestazioni nel rettangolo di gioco".

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