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l'INTERVISTA
21 Aprile 2015
Carlo Monaco, allenatore della Lupa Roma ©Gazzetta Regionale
Gli Allievi Nazionali della Lupa Roma sono sicuramente una delle squadre
più sorprendenti e belle da vedere di tutto il panorama calcistico laziale (e
non solo). Con la vittoria contro il Melfi di domenica scorsa, i capitolini si
sono guadagnati la vetta effettiva del girone (Roma capolista ma fuori
classifica), qualificandosi per la Post Season come primi in classifica. Un
traguardo figlio di un lavoro capillare, iniziato in estate, portato avanti col
sudore dellla fronte e che adesso sta portando i frutti sperati e meritati. Per
celebrare il gran campionato della Lupa Roma abbiamo parlato con il suo
allenatore, Carlo Monaco. Tra emozione, entusiasmo e consapevolezza, il tecnico
sa che ci sono buone possibilità per poter scrivere la storia.
Mister,
domenica avete messo la ciliegina sulla torta. Primo posto nel girone e la
consapevolezza di essere pronti per traguardi ancora più importanti…
“Io
dopo le partite di solito non mi lascio andare; non mi deprimo e non mi esalto, domenica però non ho saputo nascondere l’entusiasmo: è stata una grossa
soddisfazione. La vera gioia è vedere i ragazzi contenti: tutto ciò è
alimentato dal fatto che abbiamo lavorato duramente durante l'anno per questo
obiettivo, anche se nessuno se lo aspettava. Sapevo che avevamo allestito una
squadra competitiva, ma solo nel partita dopo partita mi sono reso conto che
poteva puntare al vertice. Chiunque viene a vedere le nostre partite si diverte
e questo non fa altro che rendermi più felice.”
Un traguardo importante
frutto dell’ottimo lavoro che è stato fatto in estate. Un piccolo grande capolavoro
di Giampiero Guarracino.
“Sì, ad inizio stagione ci siamo ritrovati a dover amalgamare praticamente
due gruppi, ma già da subito ho notato la qualità dei giocatori che avevo a
disposizione. Ringrazio il nostro responsabile del settore giovanile che insieme a Fabio
Melchionna è riuscito a mettermi a disposizione una squadra veramente
importante.”
Una
squadra forte composta da giocatori notevoli. Se ti chiedessi i tuoi tre migliori di questo 2014/2015, chi sceglieresti?
“A me
non piace fare retorica e quindi sarò sincero: ci sono i calciatori titolari,
che giocano un po’ di più e che sono risultati indubbiamente decisivi. Così
come lo sono stati però anche quei giocatori un po' più in ombra, che hanno
dato comunque il loro contributo non creando problemi all’interno dello
spogliatoio, accettando molto spesso la panchina e permettendo di tenere unito
il gruppo. Le vittorie puoi centrarle solo se tutti remano nello stesso verso.”
Avete
giustamente festeggiato il primo posto nel girone, però adesso inizia un altro
campionato. Pronti per la Post Season?
“Sì, i miei giocatori li vedo molto concentrati e vogliosi di continuare ad
imporre ancora la propria forza. Le altre squadre sinceramente non le conosco
bene, manca ancora una giornata e ancora non sappiamo il nome della nostra
avversaria ai play off. Però conosco il valore della mia e so che possiamo dire
la nostra, consapevoli del fatto che ora si riparte da capo: quello hai fatto
prima non conta più nulla. Dovremo essere bravi a sfruttare anche la fortuna e tutte
le occasioni che ci capitano nell’arco dei 160 minuti: ora non avrai più
venticinque partite per riscattare un errore ma solo una. Mentalmente bisogna
essere forti, stare bene ed essere consapevoli della propria forza.”
Quali
sono state le tappe fondamentali del vostro campionato? Quando avete capito di
essere grandi?
“Le rappresento con due
date, due partite. Il 23 novembre perdemmo contro il L’Aquila, dopodiché ci
guardammo negli occhi e li capimmo che se avessimo remato tutti insieme potevamo
divertirci e fare qualcosa di importante: quella fu la nostra ultima sconfitta
in campionato… Un’altra giornata importante è stata quella del 22 marzo: Lupa
Roma – Roma 2-1. Se prima sapevamo di essere grandi, dopo aver sconfitto la
squadra di Rubinacci ci siamo resi conto che – allora sì – potevamo veramente
sentirci dei seri candidati al titolo finale”.
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