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La Top 11: ecco il dream team della Final Eight

Dopo l'ultimo atto che ha visto l'Atalanta laurearsi Campione d'Italia, abbiamo selezionato gli elementi che più hanno brillato sui campi dell'Emilia Romagna

20 Giugno 2016

La Top 11 della Final Eight Allievi Serie A e B

La Top 11 della Final Eight Allievi Serie A e B

Dopo l'ultimo atto che ha visto l'Atalanta laurearsi Campione d'Italia, abbiamo selezionato gli elementi che più hanno brillato sui campi dell'Emilia Romagna eccola  TOP 11 (con Modulo 4-2-3-1) delle fasi finali del campionato. 

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1. Leonardo Loria
 (Portiere, Juventus) Arrivato dalla Reggiana per fare il secondo, alla Final Eight si prende il posto da titolare costringendo in panchina uno pezzo da novanta come Marricchi. La risposta è di quelle importanti: nessuna rete subita nel girone, si arrende solamente in semifinale contro l'Atalanta, contro la quale è comunque uno dei migliori dei suoi. Piacevole scoperta.

La Top 11 della Final Eight Allievi Serie A e B



2. Enrico Del Prato (Terzino destro, Atalanta) Fascia sul braccio, tranquillità e affidabilità. L'esterno atalantino non ne sbaglia una. Fondamentale in copertura, appoggio costante sulla corsia destra per i compagni. Quella coppa alzata al cielo, è il giusto premio dopo una Final Eight giocata sempre ad alti livelli. Capitano coraggioso.

5. Zinho Vanheusden (Difensore centrale, Inter) Semplicemente di un'altro pianeta. Importa poco chi si trova di fronte, chiude praticamente ogni spazio al centro della difesa nerazzurra con una semplicità disarmante. Con lui in campo l'Inter sembra giocare con un uomo in più, difende e poi, palla al piede diventa il primo regista di Corti. Alieno

6. Alessandro Bastoni
(Difensore centrale, Atalanta) Oltre a guidare con la solita sicurezza la difesa bergamasca, si prende la luce dei riflettori per la sua spietatezza in zona gol. Prima elimina la Juventus all'ultimo respiro in semifinale, poi, sempre in extremis, leva lo Scudetto all'Inter portando la finale ai supplementari. Risolutore.

3. Luca Pellegrini (Terzino sinistro, Roma) Dopo una stagione vissuta in Primavera, doveva essere lui l'arma in più della Roma di Toti e così è stato. Domina la fascia di competenza in tutte e quattro le partite giocate e manda in tilt come sempre il contachilometri, sfiorando anche il gol in qualche occasione. Turbo.


4. Filippo Melegoni (Centrocampista, Atalanta) Visione di gioco, tecnica e precisione sui calci piazzati da far invidia a chiunque. Come solo i grandi giocatori sanno fare, prende per mano la squadra nel momento clou dell'anno e decide la finale Scudetto. Se quello dell'Atalanta è il film capolavoro dell'anno lui è il regista. Ciak, si vince.

8. Andrea Marcucci (Centrocampista, Roma) Se la Roma di Toti impressiona per possesso palla e capacità di palleggio il merito è soprattutto suo. Si piazza là in mezzo e impartisce lezioni a mezza Italia. Detta ritmi, giocate e geometrie con una costanza disarmante. Professore.


7. Moise Kean
(Esterno d'attacco, Juventus) Arriva alle finali con i riflettori puntati addosso. Non accusa le pressioni e ripaga le aspettative a suon di gol. Capocannoniere della Final Eight e attaccante spietato, non importa come ma lui timbra sempre il cartellino. La Juventus si coccola un 2000 dal futuro assicurato. Bomber di razza.

10. Christian Capone (Trequartista, Atalanta) Dribbling da capogiro e un paio di giocate da urlo sono l'immagine della Final Eight del jolly dell'attacco bergamasco. Destra, sinistra o anche al centro, per lui non fa differenza seminando il panico nelle difese avversarie. Per Brambilla è lui l'unico imprenscindibile. Pericolo costante.

11. Davide Merola (Esterno d'attacco, Inter) Con Pinamonti a rubare le copertine della vigilia in pochi si aspettavano un impatto del genere. Parte dietro, spesso dalla panchina, ma presto si prende gloria e maglia da titolare. Il gol in finale non varrà lo Scudetto ma ha acceso le luci della ribalta su un 2000 che ha stregato l'Italia intera. Piccolo diavolo


9. Andrea Pinamonti
(Centravanti, Inter) Di un'altra categoria. A volte si ha come la sensazione di vedere un gigante divertirsi in mezzo ai diciassettenni. Non sbaglia una sponda e qualsiasi palla alzata lì davanti è roba sua. L'Inter ha in casa il centravanti del futuro. Vichingo.

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