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Roma-Atalanta: il duello infinito si rinnova a Ravenna

Stasera alle 21 al "Benelli" capitolini e orobici si contenderanno lo Scudetto. Sfida deja-vù dalle Final Eight del 2016

20 Giugno 2018

La finalissima del 2016, ©GazReg

La finalissima del 2016, ©GazReg

La finalissima del 2016, ©GazReg

Certe partite non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. È il giorno della finalissima. Roma e Atalanta, ancora loro, sempre e solo loro. La saga iniziata nel 2016 scriverà stasera al "Bruno Benelli" di Ravenna un altro atto, valido per il Tricolore Under 17 tra le formazioni di Francesco Baldini e Giovanni Bosi. Sfida, presa nelle sue dimensioni di settore giovanile, di per sé storica per i ventidue che scenderanno oggi sul terreno di gioco romagnolo, quasi le stesse rose che si affrontarono due volte nell'arco delle finali di due stagioni fa. 


La Final Eight di Cesena 2016

Ultima partita del girone 1, Atalanta solitaria in testa con 6 punti, Roma a quota 3, appaiata all'Empoli e obbligata a vincere. Le squadre di Valerio D'Andrea e Stefano Lorenzi al "Dino Manuzzi" di Cesena scendevano in campo dal punto di vista mentale in maniera diversa: l'Atalanta forte del primato aveva due risultati su tre a disposizione, la Roma obbligata a vincere visto l'agevole ultimo turno dell'Empoli - che aveva battuto i giallorossi nella seconda giornata per 2-1, doppietta di Bertolini per i toscani, di Riccardi la rete romana - contro il fanalino di coda Cesena. I giallorossi avevano sin da subito un approccio positivo alla gara tanto da portarsi sull'1-0 già al 17' con Bamba, uno tra i più attesi protagonisti della finalissima che vi racconteremo oggi, dopo la prestazione monstre proposta nella semifinale di domenica scorsa contro il Torino a Savignano sul Rubicone. Il primo tempo al "Manuzzi" si concludeva con il vantaggio capitolino, ma un'Atalanta più aggressiva e dal forte temperamento nella ripresa perveniva al pareggio grazie a Traoré al 37'. Finita qui? Neanche per sogno, perché alla sirena del match ancora lui, sempre lui, Mory Bamba, ivoriano dotato di un'esplosività da velocista, chiudeva i giochi. 2-1 Roma che si qualificava come prima del girone 1.


La Finalissima, Dea vittoriosa

Stessa stagione. Stesse squadre. Stesso stadio. Anche il sogno, il medesimo: il Tricolore. La fase finale del 2016 regalava l'epilogo più prevedibile: Roma-Atalanta finale scudetto. Secondo duello, a distanza di appena cinque giorni, tra nerazzurri e giallorossi. Gara equilibrata nella prima frazione, dove i capitolini hanno avuto la migliore occasione del match con la traversa centrata da Barbarossa. I lombardi, uscivano alla distanza, ma non creavano particolari grattacapi alla retroguardia della Roma.  Si andava ai supplementari e la formazione bergamasca trionfava: il gioiello di Traoré, giocatore sottoetà al pari di Bamba, in chiusura di primo tempo supplementare e Cortinovis al 5' della seconda frazione overtime scrivevano Atalanta sull'albo d'oro. Tra poche ore un nuovo capitolo. La Roma vuole cambiare il finale. Un finale da favola.




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