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Frosinone: un eterno mindgame. Ascoli, altro match-chiave

L'ingiusto pareggio in terra calabra ha lasciato l'amaro in bocca ai giallazzurri per l'ottima prestazione. Domenica contro i marchigiani altra sfida cruciale

05 Febbraio 2020

Frosinone, David Di Michele

Frosinone, David Di Michele

Frosinone, David Di Michele

I limiti a volte sono la capacità di immaginare un traguardo. Peccato per il Frosinone che a un passo dalla linea conclusiva al Cotronei la vittoria sia svanita come una bolla di sapone. Puff, Bilotta al 90'. Pareggio. Però tutti abbiamo ancora negli occhi il partidazo dei ciociari contro la Roma e un ultimo mese strapositivo che conferma i ragazzi di David Di Michele tra le migliori corazzate del girone C. Due big match consecutivi che hanno lasciato tante convinizioni ai giallazzurri: una squadra che piace perché combatte, corre, sa andare uomo su uomo, riempie il centrocampo con forza e non dà nulla per perso, mollato, scontato. Poi, sappiatelo: il calcio è lo sport episodico, insieme al basket, per eccellenza. E ragazzi di 16 anni, nel pieno del loro percorso di formazione proiettato al mondo dei big-prof, oltre al risultato, alle classifiche, ai gol fatti o subiti devono imparare a osservare globalmente le prestazioni e migliorare dagli errori. "Bisogna lavorare a livello mentale" ha commentato lunedì Re David sui suoi canali social ufficiali. Un mindgame da sviluppare e implementare a partire dagli allenamenti. Ma obiettivamente, essere lì nel treno delle top subito dietro le marziane del raggruppamento Roma e Napoli, rappresenta la cartina al tornasole dell'ottimo cammino dei leoncini. Gruppo ereditato da Lorenzo Carinci a partire dalla scorsa stagione e portato alla qualificazione playoff.

Il gioco e gli uomini: panacea tra i titani del risultato

Ci sono squadre che non hanno alternative a un gioco di furore e intensità offensiva. E se nel tuo roster vanti un certo Edoardo Piacentini che da solo ti confenziona la bellezza di 16 baiocchi dorati in 15 giornate, allora la tua filosofia giochista si sublima in un calcio propositivo e d'attacco. Nelle faide da Bar Sport, dovrebbero capire che gli allenatori educano a un'idea, magari rischiando, ma pur sempre sognando un disegno tattico basato sul dominio nel palleggio e sul merito. È il calcio che oggi vince trofei in Europa. Che nelle altre nazioni del continente viene professato sin dai settori giovanili. Una rieducazione al bello, oltre l'utile. Il team dimicheliano prova a realizzare ogni settimana tutto questo: immerge gli atleti nel suo laboratorio, nella speranza che ne assorbano la magia. Tra quattro giorni alla Città dello sport scenderà l'Ascoli. La gioielleria frusinate inizia a incastonare nuove perle da regalare al fantastico pubblico che ogni domenica colora le tribune del centro sportivo di Ferentino. 




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