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Sergio Jirillo, la ciociarità e il sogno "Benito Stirpe"

La maglia giallazzurra come seconda pelle. Undicesima stagione nella squadra della sua città, la migliore per rendimento grazie a Di Michele con un obiettivo da realizzare

26 Febbraio 2020

Frosinone, Sergio Jirillo, match-winner contro il Cosenza

Frosinone, Sergio Jirillo, match-winner contro il Cosenza

Frosinone, Sergio Jirillo, match-winner contro il Cosenza

"Ale ale ale ale oh Frosinone siamo noi".  Il coro risuona nella grande cattedrale del calcio ciociaro. I leoni sono una religione e la maglia giallazzurra per tanti giovani della provincia, rappresenta il sogno di una vita. Quelle vibrazioni le immagina anche Sergio Jirillo, attaccante degli allievi di David Di Michele. Nel suo dizionario è stampato un binomio igneo: GOL PESANTI. Contano più le emozioni delle statistiche, ma quando segna SJ il Frosinone vince sempre. La dura legge del gol secondo Sergio. 


Ciociarial Sentiment: cuore giallazzurro

Il calcio, se giochi nella tua città, è il prolungamento dell'identità. Per capire chi è Sergio Jirillo, partiamo da un'esultanza e da un codice: il silenzio che richiede dopo un gol, a chiudersi nell'estasi del momento con le mani nelle orecchie non nella versione di Luca Toni, ma un gesto zen quasi metafisico di tranquillità, piacere, gioia gestita. Il codice, come quello cantato da Rancore a Sanremo, è T2: il nome del campetto dove il "Jiro" si innamora dello sport, grazie alla passione di suo padre. Nato ad Alatri, è sempre vissuto a Frosinone e ha un grande attaccamento alla maglia. Domenica contro il Cosenza con un frullato di coraggio, coordinazione, pulizia di tiro e precisione ha scritto il finale alternativo, alla Black Mirror. Un graffito da stropicciarsi gli occhi come i murales delle metropoli, per un ragazzo che il solletico di certe giocate l'ha sempre sentito scorrere. Una fabbrica di assist per il compagno di reparto, Edoardo Piacentini, oltre che di gol. Focalizzarsi sui numeri, sulle quantità e sulle heatmap o su quanti palloni tocca in più o in meno degli altri; sulla zona di campo in cui riceve la palla e sulla circostanza che la riceva spalle o fronte alla porta, è diventato puro esercizio di stile: Jirillo è un giocatore che fa la differenza perché si è convinto di poterla fare con i suoi modi e i suoi tempi, ubbidendo solo alla logica del suo talento e dei suoi istinti e non più a un altrui visione ideale. Movimenti da giocatore maturo per Sergio, bravo soprattutto a imporsi in una squadra forte dove, se non possiedi qualità - in particolare nel reparto offensivo - devi metterti in fila. Il poker di reti stagionale è servito e prendete nota: se continuerà così, Sergio Jirillo diventerà davvero qualcuno. Un cuore ciociaro crede nei traguardi giganti e "Il più grande spettacolo dopo il Big Bang" è già in loop per il primo gol al Benito Stirpe di uno dei figli della sua terra. 





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