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Romanità e romanismo: Padula e quella tripletta giallorossa

Nell'anticipo di sabato l'attaccante di Ostia ha trascinato i suoi nel match casalingo contro il Benevento

19 Ottobre 2020

Romanità e romanismo: Padula e quella tripletta giallorossa

Nell'anticipo di sabato la Roma ha dato riprova, per l'ennesima volta, di tutto il potenziale a disposizione del tecnico Fabrizio Piccareta. Nonostante la tenacia, la grinta e soprattutto l'organizzazione del Benevento, i capitolini hanno rifilato una pesante cinquina alla formazione di Scarlato, proseguendo indisturbata la corsa al vertice del proprio girone. Nella manita giallorossa, però, un elemento si è messo particolarmente in luce e porta il nome di Cristian Padula; un attaccante che viene da una stagione tutt'altro che semplice, a causa di qualche acciacco fisico e soprattutto dalla stroncata finale con lo stop dei campionati, proprio quando stava per recuperare la miglior condizione fisica. Un attaccante che a volte si è visto superato nelle gerarchie dell'attacco, ma che quando mette piede in campo, state pur sicuri, la sua firma sul tabellino la mette. 

Dal Casal Bernocchi al sogno Trigoria

Aveva la tenera età di sette anni quando il papà gli disse di andare a provare a giocare a calcio. E fu proprio il padre, allora allenatore, ad intravedere nel proprio giovane un qualcosa in più. Magari si poteva trattare della solita cieca emozione che ogni figlio col pallone tra i piedi fa provare ai genitori, ed invece Padula qualcosa in più degli altri ce l'aveva veramente. Un anno di prova da sotto età con i 2003, poi il passaggio all'Ostiamare. Sì, proprio lì dove Daniele De Rossi è cresciuto prima di vestire la maglia giallorossa. Tanto per parlare di romani... E romanisti. Nemmeno il tempo di iniziare la nuova avventura con i pari età biancoviola e subito la promozione nel gruppo dei 2003. Dopo il papà, entra in gioco un altro familiare, il fratello di Cristian. "C'è un provino aperto a tutti nelle Academy della Roma, perchè non vai?". Nel borsone c'è tutto, i lacci degli scarpini sono ben stretti e anche all'Acquacetosa i gol non mancano. Più facile a farsi che a dirsi: Cristian Padula entra nella scuola calcio giallorossa, per poi approdare definitivamente in quel di Trigoria che diventerà casa sua per altri sei anni, fino ad oggi.

Una tripletta da vero bomber

Cristian Padula ©De Cesaris

Con il Benevento la classica gara complicata da sbloccare, che se riesci a segnare il primo gol poi probabilmente dilaghi, ma sfondare la retroguardia è tutt'altro che semplice. Ed infatti il primo gol arriva solo al 39' quando sulla spizzata di Gante, Padula controlla e insacca alle spalle di Muraca. Nella ripresa è tutto più semplice, nonostante un buon avvio delle streghe. Poco dopo il quarto d'ora l'assist di Koffi è troppo perfetto per sprecarlo, piazzato impeccabile di Padula e gol. Tre giri di lancette più tardi arriva la rete della tripletta, una vera perla. Imbucata dalla destra, stop di tacco a seguire e destro volante dove Muraca non può arrivare. Applausi a scena aperta, Padula si porta a casa il pallone e la consapevolezza di aver iniziato la stagione al meglio. 

Lottare per la maglia sai perchè...

Beh, non è poi così difficile capirlo. Se hai il desiderio di giocare a calcio e ti ritrovi nell'Under 17 di un club professionistico come la Roma, non puoi che lottare su ogni pallone, in partita come in allenamento. Ma il discorso prende ancor più valore quando il giallo ed il rosso sono i colori dipinti sul tuo cuore. Quando è la lupa a battere sul tuo petto. Ma anche quando ti emozioni al tacco di Lorenzo Pellegrini al derby o scoppi in lacrime al 3-0 di Manolas contro il Barcelona. Ed allora non puoi far altro che lottare per la maglia... Sai perchè? Perchè dicono che questo era il tuo sogno sin da bambino. 

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