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Lazio, l'avventura è finita qui. Le aquile però sono già pronte per il prossimo anno

Si è chiuso il cammino biancoceleste nella fasi finali, ai quarti contro l'Inter. Nonostante ciò però i miglioramenti della rosa sono evidenti, tanto da far ben sperare per il futuro

15 Giugno 2022

Esulta la Lazio

Esulta la Lazio (Foto © Torrisi)

Giocarsi una semifinale non è mai facile, l’ansia è tanta, la posta in palio non è da meno, vista la seria possibilità di entrare tra le prime quattro del paese. Lo si può fare in tanti modi, ma di certo la Lazio ha scelto il migliore, lottando fino al triplice fischio, nella speranza di regalarsi quel sogno che sarebbe stato ampiamente meritato per l’annata trascorsa. Alla fine però sarà l’Inter a giocarsela con la Roma per l’accesso all’ultimo round del campionato, in una sfida per palati fini, dove potrebbe uscire molto probabilmente la squadra campione d’Italia. In quel del Green Club le aquile hanno messo sul campo il lavoro di un anno, facendo vedere la loro immensa crescita in ogni elemento, dimostrato dal fatto  che la vera scossa sia arrivata nella ripresa, quando mister D’Urso ha messo mano alle risorse dalla panchina. Di Nunzio, Casonato, Della Salandra. Tre nomi, tre subentrati, tutti decisivi sia dal punto di vista tattico che tecnico, rianimando completamente la gara da uno 0-0 che sembrava essere lo scenario conclusivo. Il primo, uno dei prospetti di maggior qualità in casa biancoceleste, protagonista di una seconda parte di stagione stellare, dove si è reso cruciale nelle manovre capitoline tra presenze da titolare e ingressi a gara in corso. In inverno, da febbraio in poi, il prodotto del Tor Sapienza ha fatto vedere le cose migliori del suo campionato, dando sempre quel guizzo in più alla squadra, soprattutto nei momenti decisivi, come accaduto domenica. Il secondo, vero e proprio jolly per D’Urso nella linea difensiva, utilizzandolo sia da centrale, nella vittoria con il Cosenza, sia da terzino su entrambe le fasce. Ha giocato a tratti, ma quando ci è stato si è sempre fatto sentire, mettendo la sua firma nel match. Contro i nerazzurri da un suo cross nasce il secondo vantaggio capitolino, quello della speranza. Infine non si può che citare anche l’attaccante arrivato durante l’anno dall’Urbetevere. L’aquila ha avuto più di qualche difficoltà a calarsi nella realtà dei nazionali, dovendo mandare giù diverse panchine, anche con l’Under 18 di Rocchi. Nelle ultime settimane però i miglioramenti della punta erano evidenti, tanto da esser stato mandato in campo nei dieci minuti conclusivi per cercare la qualificazione. Quest’ultima non è arrivata, ma sicuramente il suo contributo è sotto gli occhi di tutti: tocco intelligente sul cross di Casonato per mandare in rete Brasili, insieme ad un nuovo assetto dato all’offensiva biancoceleste, che senza dubbio ha messo in difficoltà i lombardi. Nonostante ciò è finita così, nel segno di quella Lazio che abbiamo visto durante l’anno, quella combattiva, vogliosa di arrivare al risultato andando oltre le difficoltà, sfruttando a pieno tutti i suoi giocatori. Si conclude una stagione importante, che ha visto l’affermarsi in nazionale di due punti di riferimento come Milani sulla fascia mancina e Magro tra i pali, a rappresentanza di una difesa imperiale, completata dal sempre decisivo Cannatelli, con i due baluardi della retroguardia Petta e Zazza, raggiunti negli atti conclusivi da Dutu. Una stagione, quella biancoceleste in cui Oliva si è innalzato a leader tecnico, raggiungendo anche l’azzurro, coadiuvato lì in mediana dai vari Di Tommaso, Nazzaro, Di Porto e Giubrone tra le linee, che hanno dato la possibilità a D’Urso di sviluppare al meglio il gioco, creando diverse alternative. Finendo poi nella regione offensiva, forse quella più in difficoltà nella prima parte del campionato, chiudendo però in netto crescendo, viste le prestazioni da bomber vero di Brasili, rapace totale dell’area di rigore, tanto da aver messo a segno tutti i gol pesanti nella doppia sfida con l’inter, viste le tre reti tra andata e ritorno proprio nel quarto di finale. Con lui dal derby in poi è tornato dopo un anno di calvario anche Rossi, il quale ha mantenuto la stoffa del grande attaccante, rivisto sotto le luci della ribalta grazie al gol nello scontro con la Roma. Cala così quindi il sipario sull’annata biancoceleste, di certo colorata più di luci che di ombre, ma quanto fatto non rimarrà dimenticato, soprattutto l’anno prossimo dove bisogna riprovare la scalata.

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